Norme UNI nei CAM Edilizia 2025: esempio di sussidiarietà tra legislazione e normazione tecnica
I nuovi CAM Edilizia indicano come costruire e ristrutturare edifici in modo più sostenibile, usando regole tecniche riconosciute per garantire qualità e rispetto dell’ambiente. Le norme UNI hanno un ruolo fondamentale nell’aiutare progettisti e imprese ad essere conformi alle richieste legislative.
Cos'è una norma UNI
Una norma è un documento tecnico, adottato da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi. Per definizione, una norma tecnica è un documento di natura volontaria. Tuttavia, negli anni, il legislatore ha riconosciuto il valore aggiunto che una norma può fornire a un prodotto o un servizio rispetto a quanto previsto dai dispositivi legislativi.
La partecipazione di UNI alla stesura dei CAM Edilizia
I nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e direzione lavori di interventi edilizi e opere di ingegneria civile, esecuzione di lavori, inclusi gli interventi di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento, in breve CAM Edilizia, pubblicati a dicembre 2025, sono un esempio di sussidiarietà tra legislazione e normazione tecnica. UNI ha partecipato alla stesura dei CAM Edilizia; è stato un lavoro lungo, tortuoso, ricco di confronti e discussioni, uno scenario orchestrato dai tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che raccoglieva dal basso le istanze di oltre 200 soggetti, comprendenti associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, stazioni appaltanti ed enti pubblici, e faceva sintesi in un testo coordinato.
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Il ruolo delle norme UNI nei CAM Edilizia per la progettazione sostenibile e di qualità negli appalti pubblici
Già nella versione precedente le norme tecniche avevano trovato spazio e sono state confermate nel nuovo testo come strumenti per verificare le prestazioni dei prodotti, le dichiarazioni ambientali e le competenze dei servizi offerti.
In alcuni casi la norma è citata in modo diretto e ha valenza di obbligatorietà; in altri il riferimento rimane volontario, ma l’impiego della norma permette di conformarsi più agevolmente al dettato legislativo. Inoltre, nel testo viene ricordato di utilizzare la versione corretta delle norme, facendo il giusto riferimento all’ultima versione disponibile, oppure alla norma che le sostituisce o integra. Questo è un invito alle stazioni appaltanti a rimanere aggiornati sulla regola dell’arte e a richiedere nei bandi di gara riferimenti attuali e utilizzabili. UNI si rende sempre disponibile a supportare l’operato delle stazioni appaltanti per garantire coerenza tra i bandi e il patrimonio del catalogo normativo.
Norme e sostenibilità: LCA, LCC ed EPD nei CAM Edilizia 2025
Solo nel capitolo introduttivo i riferimenti alle norme sono 43. Tra queste vincono la UNI EN 15978 e la UNI EN 15804. Infatti tra le principali novità introdotte dai CAM Edilizia 2025 vi è il rafforzamento della valutazione di sostenibilità di un’opera lungo tutto il suo ciclo di vita e del suo relativo impatto sui costi. Sono stati ripresi i concetti e la terminologia delle norme del CEN/TC 350, che ha nella UNI EN 15978 la norma principale sul metodo di valutazione ambientale di un edificio. Il capitolo 1.3.1 è stato ampliato per contenere tutte le indicazioni che soddisfano il criterio premiante 2.6.3 “Metodologie di ottimizzazione delle soluzioni progettuali per la sostenibilità (LCA e LCC)”. Pur essendo di applicazione premiale – deve essere richiesto dalla stazione appaltante – il concetto si collega al Codice dei contratti pubblici, allegato I.7, che prevede l’inserimento della valutazione di un’opera secondo le norme tecniche all’interno della relazione di sostenibilità.
CAM Edilizia 2025: connessioni con il quadro normativo nazionale ed europeo
L’intero lavoro di revisione dei CAM Edilizia va collocato nel contesto legislativo che è stato introdotto negli ultimi anni: Codice dei contratti pubblici, Direttiva Case Green, Direttiva Ecodesign, Regolamento Prodotti da Costruzione, Finanza Sostenibile.
Ad esempio, nei CAM si parla di Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) come strumento preliminare all’applicazione dei CAM, il quale era stato introdotto dal d.lgs. n.36/2023. Tutto il pacchetto, europeo e nazionale, concorre a migliorare il settore delle costruzioni e a rispettare gli obiettivi presi relativi ai consumi energetici e agli aspetti ambientali. Anche i CAM Edilizia sono un tassello di questo disegno, cercando di mantenere il più possibile un profilo di neutralità tecnologica, intesa come definizione dei requisiti senza indicare la soluzione da adottare.
Il Marchio UNI nei CAM: certificazione, qualità e verifiche negli appalti
Trova spazio anche il marchio UNI, sia in forma obbligatoria sia volontaria. Si ricorda che il marchio UNI permette di mettere in evidenza il processo di certificazione di un prodotto, servizio, processo o claim. Si applica solo a fronte dell’applicazione di una norma tecnica all’interno di un processo di certificazione accreditato. È possibile trovare sul mercato certificazioni rilasciate da organismi che non sono accreditati oppure da organismi che, seppur abbiano un accreditamento, questo non è confacente con la norma applicata.
Per intenderci, un certificato da BIM Manager è il documento dato da un organismo accreditato presso Accredia ai sensi della UNI CEI EN ISO/IEC 17024 per la UNI 11337-7.
Il marchio UNI permette di semplificare le verifiche e valorizzare il percorso virtuoso che è stato compiuto. Nei CAM Edilizia il Marchio UNI è obbligatorio per le vetrate conformi alla UNI EN 1279. Un altro uso del Marchio UNI, in questo caso volontario, ricade sulla competenza dei posatori oppure sui prodotti che permettono la protezione delle acque (UNI EN 1433 e la serie UNI EN 124).
Le norme UNI nei CAM Edilizia: 199 riferimenti tecnici
In totale le norme UNI sono richiamate nei CAM Edilizia 199 volte, praticamente sempre come riferimento puntuale. Senza entrare nel merito di tutte le citazioni, si possono avanzare le seguenti osservazioni:
- Quando si parla di LCA, LCC ed EPD si fa sempre riferimento alle norme del CEN/TC 350, in particolar modo alla UNI EN 15978 e UNI EN 15804. A queste si affiancano le norme che contengono le cosiddette PCR – Product Category Rules, che servono a redigere le EPD da inserire nella relazione CAM
- Trova molto spazio il mondo dell’accreditamento e della certificazione, a sottolineare l’importanza dell’Infrastruttura Qualità Italia, che prevede il collegamento tra UNI, Accredia, gli Organismi di Certificazione e i Laboratori di prova. Per questo le norme più citate sono la UNI CEI EN ISO/IEC 17065 e UNI CEI EN ISO/IEC 17024.
- Viene dato risalto alle norme sui sistemi di gestione ambientale come la UNI EN ISO 14001 e la UNI EN ISO 14021 relativa alle dichiarazioni ambientali.
- Particolare spazio è offerto alla prestazione energetica degli edifici, che richiama la serie UNI EN ISO 52000.
- Rimangono le citazioni alla UNI/PdR 88 sui requisiti di verifica del contenuto di riciclato e/o recuperato e/o sottoprodotto, presente nei prodotti, e la UNI/PdR 75 sulla demolizione selettiva.
- Riscritti i criteri sulla competenza dei progettisti e dei posatori . Per quanto riguarda i progettisti, anche se il progetto di norma non è andato a buon fine, la maggior parte degli schemi oggi accreditati si basano su quel documento. Sarebbe opportuno riprendere il discorso e portare a pubblicazione il progetto. Per quanto riguarda i posatori, il criterio è stato riscritto per chiarire meglio le gerarchie degli attestati e dei certificati che circolano sul mercato. Rimane privilegiata la certificazione in conformità alle norme relative ai posatori.
- Rimane al suo posto la UNI 8290-1 che dopo più di 40 anni continua ad essere un valido strumento per definire gli elementi tecnologici di un edificio. Anche se non citate direttamente, rimangono in vigore le norme di buona progettazione e installazione di un elemento tecnologico, che devono essere usate anche per definire i piani di manutenzione come richiesti dai CAM. Ad esempio per un tetto verde si faccia riferimento alla UNI 11235, che riporta anche indicazioni per la manutenzione. UNI ha elaborato un toolkit per trovare tutte le norme di progettazione in modo facile (qui il link ).
- I CAM Edilizia toccano anche l’argomento BIM, rimandando a quanto previsto nel Codice dei contratti pubblici. Tuttavia, sarebbe utile fare riferimento al pacchetto di norme pertinenti, altrimenti non si capiscono i criteri introdotti. Può essere un valido strumento di diffusione culturale la Guida alle norme per le costruzioni digitali – la Parte 0 della UNI 11337.
In conclusione, quasi ogni criterio dei CAM Edilizia ha una o più norme UNI da utilizzare. Laddove ce ne fosse bisogno, UNI è disponibile a collaborare con le stazioni appaltanti, i progettisti, le imprese, per avere un quadro completo delle norme pertinenti. Allo stesso tempo, se applicando i CAM Edilizia è necessario elaborare ulteriori norme per fornire metodologie e verifiche univoche, la normazione è sempre pronta ad accogliere richieste.
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