Lavoro 2025-2029: boom per tecnici, ingegneri ed edilizia green nella transizione digitale e sostenibile
Il nuovo Rapporto Excelsior 2025-2029 di Unioncamere e Ministero del Lavoro prevede oltre 3,2 milioni di nuove assunzioni nei prossimi cinque anni. A crescere saranno soprattutto le professioni tecniche, ingegneristiche e dell’edilizia sostenibile, spinte dalla doppia transizione digitale e green. Il futuro del lavoro italiano parlerà sempre più la lingua della scienza, della tecnologia e della sostenibilità.
Oltre 3 milioni di nuovi posti in arrivo, spinta per le professioni STEM e la formazione tecnico-professionale
Il futuro del lavoro in Italia parla la lingua della scienza e della tecnica. Secondo il nuovo rapporto Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2025 e il 2029 si apriranno oltre 3,2 milioni di nuove opportunità di impiego, con una richiesta crescente di ingegneri, tecnici specializzati e professionisti dell’edilizia sostenibile.
Una rivoluzione silenziosa che attraversa tutto il sistema produttivo, trainata dalla transizione digitale e green, e che rilancia il valore delle competenze pratiche e scientifiche, dai laboratori alle aule degli istituti tecnici.
Dalla crisi alla ripresa: un’economia che cambia pelle
Negli ultimi venticinque anni la crescita italiana è rimasta frenata da scarsa produttività e investimenti insufficienti. Dopo la crisi del 2008, lo stock di capitale ha smesso di crescere, mentre la Produttività Totale dei Fattori (MFP) è rimasta debole.
Il PNRR ha ridato fiato all’economia con fondi per innovazione, digitalizzazione e infrastrutture. Ma la vera sfida, spiegano gli analisti, sarà far sì che questa spinta non si esaurisca.

Intanto, la struttura del lavoro italiano sta cambiando: sempre più occupazione nei servizi — turismo, logistica, consulenza, servizi alla persona — e meno nella manifattura tradizionale. Tuttavia, proprio nei servizi si concentrano i maggiori margini di miglioramento, dove l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie digitali possono moltiplicare la produttività.

La forza dell’AI e il valore del capitale umano
L’intelligenza artificiale può essere la chiave per rilanciare la produttività, ma — sottolinea il rapporto — “la tecnologia da sola non basta”.
Serve un capitale umano capace di gestirla, adattarla e farla funzionare.
Il problema è che, in un Paese che invecchia, le imprese faticano sempre più a trovare figure qualificate. Le difficoltà di reperimento si concentrano infatti sui profili high skill, soprattutto tecnici, informatici e ingegneri.
PNRR, edilizia e il rimbalzo del lavoro
Dopo la pandemia, l’Italia ha mostrato una notevole capacità di ripresa: il PIL ha recuperato i livelli del 2019 già nella prima metà del 2021. A trainare la crescita sono stati gli investimenti, in particolare nel settore edilizio, sostenuto da incentivi e bonus fiscali.
Nel 2022 il tasso d’investimento ha raggiunto il 22% del PIL, ma nel 2024 si è registrata una frenata dovuta al rialzo dei tassi d’interesse e alle incertezze geopolitiche. Il rallentamento ha colpito soprattutto l’industria manifatturiera, mentre turismo ed edilizia hanno mantenuto la barra dritta.
Sul fronte dell’occupazione, invece, i numeri restano solidi: nel 2023 è stato toccato il record storico di occupati e la tendenza positiva è proseguita nel 2024, con più contratti stabili e meno disoccupazione.
Oltre 3 milioni di nuovi lavoratori entro il 2029
Il fabbisogno occupazionale complessivo previsto tra il 2025 e il 2029 è stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di unità.
Di queste:
- il 58% arriverà dal settore privato,
- il 22% dal pubblico,
- il 20% dai lavoratori indipendenti.
I servizi assorbiranno circa tre quarti delle nuove opportunità (2,4-2,7 milioni di unità), ma i settori industriale ed edilizio manterranno un ruolo cruciale, con un fabbisogno tra 755mila e 870mila lavoratori, pari al 23% del totale.
Le filiere con maggiore richiesta di personale saranno:
- Commercio e turismo, 574mila–702mila posti;
- Servizi pubblici e privati, fino a 544mila;
- Sanità, 417mila–443mila;
- Formazione e cultura, 373mila–421mila;
- Finanza e consulenza, fino a 420mila.
Nei comparti pubblici e della salute si registrano i tassi più alti di ricambio del personale, superiori al 4% annuo.

I settori chiave: edilizia e made in Italy
Tra i motori dell’occupazione spicca la filiera delle costruzioni e infrastrutture, con una domanda stimata tra 226mila e 271mila lavoratori e un tasso di crescita annuo fino al 3,1%.
Un segnale chiaro: il settore edilizio, al centro della transizione ecologica, continuerà a offrire lavoro qualificato e stabile, spaziando dall’efficientamento energetico alla rigenerazione urbana.
Non mancano, naturalmente, i grandi protagonisti del made in Italy:
- meccatronica e robotica (149-164mila nuovi occupati),
- moda (72-80mila),
- legno e arredo (23-39mila).
STEM, ITS e la nuova geografia delle competenze
L’Italia del 2029 avrà fame di tecnici, ingegneri e professionisti scientifici. Serviranno tra 1,2 e 1,3 milioni di laureati e diplomati ITS, mentre il 45% delle nuove assunzioni riguarderà profili tecnici diplomati.
Le competenze STEM restano in cima alla lista:
- mancheranno ogni anno circa 10.000 ingegneri industriali ed elettronici,
- tra 3.000 e 5.000 esperti di informatica, fisica e matematica,
- e fino a 17.000 professionisti in economia, statistica e medicina.
I corsi umanistici continueranno invece a produrre più laureati di quanti il mercato possa assorbire. La chiave per loro sarà integrare le proprie conoscenze con competenze digitali, comunicative e manageriali.
La rivoluzione del “4+2”: tecnici protagonisti
Il nuovo modello 4+2, avviato nel 2024, ridisegna il percorso della formazione tecnica: quattro anni di istituto e due di specializzazione negli ITS Academy, nati in stretta collaborazione con le imprese.
È un cambio di paradigma che unisce teoria e pratica, scuola e lavoro.
Secondo Unioncamere, mancheranno fino a 76.000 giovani qualificati ogni anno in settori chiave come edilizia, meccanica, energia, elettrico e agroalimentare. Professioni che saranno il cuore pulsante della transizione industriale e ambientale del Paese.
Digitale, energia e sostenibilità: le nuove parole del lavoro
Le imprese italiane chiedono competenze concrete: oltre 2,2 milioni di lavoratori dovranno possedere abilità digitali avanzate, conoscenze nel risparmio energetico e capacità di gestione di tecnologie green. Automazione, cybersecurity, analisi dei dati e intelligenza artificiale saranno i pilastri delle nuove professioni.
Tra i profili più richiesti emergono:
- tecnici digitali,
- energy manager,
- progettisti ambientali,
- analisti informatici.
Anche la Pubblica Amministrazione si muove in questa direzione, cercando competenze digitali per affrontare la trasformazione dei servizi.
Scuola e università: il nodo da sciogliere
L’Italia può colmare il gap occupazionale solo rafforzando il legame tra istruzione e impresa.
Le priorità per i prossimi anni sono due: orientare gli studenti verso i settori in crescita e ridurre il mismatch tra competenze richieste e offerte.
Il piano 4+2 è un primo passo, ma serve una strategia più ampia e continua, capace di far dialogare scuole, università e aziende. Solo così il Paese potrà trasformare la sfida tecnologica in una grande occasione di lavoro, innovazione e sviluppo sostenibile.
GUARDA IL REPORT IN FONDO IN ALLEGATO IN PDF
Fonte: UnionCamere
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