Le Vetrate Panoramiche (VEPA): requisiti normativi, prestazioni energetiche e criteri progettuali
Le VEPA sono sistemi vetrati amovibili che modificano il rapporto tra involucro edilizio, spazio esterno e ambiente interno. In edilizia libera, richiedono trasparenza, amovibilità e ventilazione, ma vanno valutate anche per energia, luce naturale, acustica e impatto architettonico.
Le VEPA, vetrate panoramiche amovibili, sono sistemi trasparenti e reversibili che trasformano balconi, logge e alcuni porticati in spazi filtro tra interno ed esterno. Non equivalgono a una veranda: per rientrare nell’edilizia libera devono mantenere trasparenza, amovibilità e ventilazione. Il loro contributo riguarda protezione dagli agenti atmosferici, riduzione delle dispersioni invernali, controllo della luce naturale e possibile miglioramento acustico, ma solo se progettate con attenzione a microaerazione, surriscaldamento estivo, vetri impiegati e integrazione architettonica. INGENIO, grazie al contributo di Sergio Pasanisi, inquadra il tema con taglio tecnico, normativo e prestazionale.
Le Vetrate Panoramiche (VEPA), elemento dinamico dell'involucro edilizio
Nel moderno concetto di "pelle del fabbricato", le VEPA hanno assunto un ruolo importante, seppur complementare, rispetto all’involucro edilizio. Malgrado il loro carattere di temporaneità e le caratteristiche tecniche assimilabili a quelle degli infissi, esse si configurano come un sistema di interfaccia dinamica tra l’esterno e l’interno dell’organismo edilizio. A differenza delle chiusure tradizionali (tamponature murarie, facciate continue, ecc.), le VEPA assumono il ruolo di strato di transizione e filtro spaziale dell’intérieur.
Il sistema si distacca radicalmente dagli altri componenti dell'involucro: non cerca l'ermeticità assoluta né la massa termica, ma lavora sulla modulazione dei flussi energetici e acustici attraverso la trasparenza e la reversibilità, integrando la facciata senza alterarne la volumetria esistente.
Il quadro normativo: Dalla Legge 142/2022 al "Salva Casa" 2024
Differenze rispetto a infissi, verande e chiusure tradizionali
L'inquadramento normativo ha subito un'evoluzione cruciale che distingue le VEPA dalle meno nobili (amministrativamente) verande, le quali troppo spesso fanno incorrere gli autori, più o meno consapevoli, in illegittime e sanzionabili circostanze di abuso edilizio.
La prima legittimazione, limitata a logge e balconi, avvenne con il D.L. 115/2022 che le indicava — a condizione del rispetto di specifiche caratteristiche costruttive — tra gli interventi di cosiddetta Edilizia Libera (Art. 6 TUE) . Il successivo provvedimento, il cosiddetto “Salva Casa” (Legge 105/2024) , ha esteso l'installazione in edilizia libera anche ai porticati interni o non prospicienti aree pubbliche.
I requisiti essenziali per configurare le VEPA come interventi in edilizia libera sono:
- a) la trasparenza (utilizzo di vetri),
- b) l’amovibilità (rispetto del principio di reversibilità),
- c) la garanzia di ventilazione.
Esse devono quindi assolvere a funzioni temporanee di protezione e miglioramento prestazionale, con la possibilità di accedere ad agevolazioni fiscali qualora si configurino come intervento di "Riqualificazione Globale" dell’organismo edilizio (L. 296/2006), a patto di dimostrare un impatto positivo sulla prestazione energetica dell'intero edificio.
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Analisi termofisica e comportamento energetico
L'installazione delle VEPA trasforma lo spazio esterno in una cavità termica il cui regime varia drasticamente con il ciclo stagionale. Nella stagione invernale la VEPA agisce come un captatore solare passivo attraverso l’effetto serra. Il vetro presenta un comportamento selettivo in quanto:
- permette il passaggio della radiazione solare a onde corte;
- risulta opaco alla radiazione infrarossa a onde lunghe riemessa dalle superfici interne.
Questo accumulo termico riduce il gradiente tra interno ed esterno, abbattendo le dispersioni della parete opaca originaria. Per l'efficienza complessiva sono però elementi critici sia la bassa trasmittanza (U) che l'elevato fattore solare (g), specialmente per esposizioni Sud/Sud-Ovest.
Nella stagione estiva, invece, la VEPA funziona correttamente solo nel caso in cui sia garantita la microaerazione; per evitare il surriscaldamento radiativo , è prescritta l'apertura totale dei pannelli. Inoltre, a differenza degli infissi standard che mirano alla massima tenuta, le VEPA devono garantire una naturale microaerazione costante, flusso essenziale per la salubrità e per la prevenzione di fenomeni di condensa interstiziale e muffe.
Al fine di garantire tali prestazioni è possibile utilizzare specifiche metodologie di calcolo, facendo riferimento in particolare alle norme
UNI/TS 11300-1:2014
(apporti solari) e
UNI EN ISO 52016-1:2018
(scambi per trasmissione).
Illuminazione naturale e caratteristiche ottiche
La posa in opera di VEPA riduce inevitabilmente il “Fattore medio di luce diurna (FLD)” a causa dell'aggiunta di un ulteriore strato vetrato. Conseguentemente, la scelta del materiale è determinante: il “cristallo piano chiaro” ha una trasmissione luminosa approx 89%, mentre il “vetro extrachiaro” raggiunge una trasmissione > 91%, garantendo la massima neutralità cromatica.
Infine, il vetro atermico (grigio), pur controllando il calore, riduce la luce al 44%, rischiando di compromettere i rapporti aero-illuminanti dei vani interni.
Prestazioni acustiche e il fenomeno della diffrazione
La VEPA si comporta come una "doppia pelle" fonoisolante, migliorando l'isolamento acustico di facciata standardizzato, ma presenta una criticità fisica specifica: la diffrazione. In regime di microaerazione (vetrate semiaperte), le onde sonore a bassa frequenza (traffico) incontrano le fessure; se l'apertura ha dimensioni paragonabili alla lunghezza d'onda del suono, si generano onde sferiche che si propagano all'interno, limitando il potere fonoisolante rispetto alla configurazione chiusa.
Effetti delle VEPA sulla qualità urbana e sull’architettura
Come sottolineato da Heinrich Tessenow, la qualità architettonica risiede anche nella cura degli elementi minimi e accessori.
Il tema delle VEPA riguarda proprio la trasformazione di uno spazio accessorio in uno spazio di qualità. È interessante la terminologia: si chiamano "panoramiche" perché servono a guardare meglio il panorama o perché permettono di vedere dentro l’intérieur?
Qui si apre un tema di percezione: la differenza tra panorama e paesaggio. In Italia le norme regionali sulle serre solari sono molto rigide, ma quando sono ben integrate nell’architettura, come accade nei paesi nordici, esse non solo migliorano l’habitat interno, ma rendono l’estetica dell’edificio più contemporanea. Il vetro si è ormai affermato nell’architettura contemporanea come elemento strutturale ed estetico.
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Nel caso delle VEPA, la sfida risiede nelle modalità di inserimento nell’architettura esistente. Una soluzione può essere individuata nell’uniformità dell’immagine complessiva del fabbricato, il che implicherebbe una specifica disciplina nei regolamenti condominiali (geometrie, colori, ecc.).
Tuttavia, grandi architetti hanno saputo ribaltare questo concetto: a volte l'eccesso di disordine può trasformarsi in una sorta di catarsi estetica, come nel "gioco sapiente" cromatico dell’Unité d'Habitation di Le Corbusier .
In conclusione, è fondamentale non sottovalutare l’impatto estetico delle VEPA, sia che si tratti di un’opera “autoriale” che della nostra semplice ma amata casa.
FAQ TECNICHE: VEPA e involucro edilizio: normativa, energia, luce e acustica | Ingenio
Che cosa sono le VEPA dal punto di vista tecnico-edilizio?
Le VEPA sono vetrate panoramiche amovibili, trasparenti e reversibili, installate a protezione di balconi, logge e, dopo le modifiche normative più recenti, alcuni porticati. Non devono configurare una chiusura stabile assimilabile a veranda. La loro funzione è di filtro climatico, visivo e acustico tra ambiente interno ed esterno.
In quali contesti si possono installare le VEPA in edilizia libera?
Il testo richiama logge, balconi e porticati interni o non prospicienti aree pubbliche. La Legge 105/2024 ha ampliato il perimetro rispetto alla disciplina precedente, ma restano vincoli su trasparenza, amovibilità e ventilazione. Va sempre verificato il regolamento edilizio locale, il contesto condominiale e l’eventuale presenza di vincoli paesaggistici o storico-artistici.
Quali norme tecniche sono rilevanti per valutare le VEPA?
Per il comportamento energetico sono pertinenti UNI/TS 11300-1:2014 e UNI EN ISO 52016-1:2018 , citate nel testo per apporti solari, trasmissione e fabbisogni energetici. Per le caratteristiche luminose e solari del vetro è pertinente UNI EN 410:2011 .
Quali vantaggi prestazionali possono offrire le VEPA?
In inverno possono creare una cavità termica che riduce il gradiente tra esterno e parete originaria, sfruttando l’apporto solare passivo. Possono inoltre proteggere lo spazio esterno da pioggia e vento e contribuire al comfort acustico in configurazione chiusa. Le prestazioni reali dipendono da vetro, esposizione, ventilazione, geometria e modalità di posa.
Quali aspetti progettuali vanno controllati prima della posa?
Occorre verificare trasparenza, amovibilità, ventilazione naturale, drenaggio, sicurezza d’uso, resistenza dei fissaggi e compatibilità con facciata, parapetti e regolamento condominiale. Sono centrali anche trasmissione luminosa, fattore solare, rischio di surriscaldamento estivo e mantenimento dei rapporti aeroilluminanti.
Le VEPA possono creare problemi di condensa o surriscaldamento?
Sì, se la microaerazione non è garantita o se i pannelli restano chiusi durante la stagione estiva. In inverno l’effetto serra può essere favorevole, ma in estate può generare surriscaldamento radiativo. La ventilazione dello spazio filtro è quindi un requisito funzionale, non un dettaglio accessorio.
L'articolo è estratto dalla presentazione "ANALISI E CARATTERISTICHE TECNICO-COSTRUTTIVE E PROFILO ESTETICO DELLE VETRATE PER RIDURRE AL MINIMO L’IMPATTO VISIVO E L’ARCHITETTURA PROSPETTICA DELL’EDIFICIO" in occasione del Convegno "Installazione di vetrate panoramiche (D.L. 115/2022 convertito in Legge 142/2022)" organizzato dall'Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia
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