Architetti: Torre dell’Acquedotto del Milanino, il concorso internazionale per ridare vita a un simbolo urbano
La Torre dell’Acquedotto del Milanino è al centro di un concorso internazionale di architettura che mira a trasformare una storica infrastruttura idrica dismessa in un nuovo polo culturale e sociale. L’iniziativa invita progettisti e studenti a immaginare nuovi scenari d’uso, nel rispetto del valore storico dell’edificio e del contesto della Città Giardino, senza vincoli di fattibilità immediata ma con una forte coerenza concettuale. Deadline consegna elaborati entro il 30 aprile 2026.
La Torre dell’Acquedotto del Milanino
Un simbolo urbano tra memoria, abbandono e nuove possibilità
Al centro del viale principale del Milanino, lungo l’asse urbano progettato agli inizi del Novecento, si innalza la Torre dell’Acquedotto, uno degli elementi architettonici più riconoscibili della Città Giardino. La sua posizione strategica e perfettamente visibile ne ha fatto fin dall’origine un riferimento spaziale e simbolico per il quartiere, un segno verticale capace di dialogare con il disegno urbano e con la vita quotidiana dei suoi abitanti.
La torre nasce per rispondere alle esigenze idriche del nuovo insediamento residenziale, ma fin da subito supera il ruolo di semplice infrastruttura tecnica. La sua realizzazione esprime infatti la volontà di dotare il quartiere di impianti moderni, efficienti e coerenti con una visione progressista dell’abitare, nella quale qualità architettonica e funzione pubblica procedono di pari passo.
Costruita in due fasi – inizialmente come corpo basso nel 1913 e successivamente sopraelevata nel 1926 per ospitare il grande serbatoio – la Torre dell’Acquedotto si distingue per un linguaggio architettonico che unisce rigore funzionale e cura estetica. Le superfici in cemento armato sono impreziosite da cornici in cotto, motivi geometrici e dettagli ispirati alla tradizione lombarda; le aperture, diverse per forma e dimensione, scandiscono le facciate creando un equilibrato rapporto tra pieni e vuoti.
La struttura ottagonale, il tetto spiovente e le raffinate decorazioni conferiscono all’edificio un carattere quasi fiabesco, evocando l’immagine di una piccola torre medievale reinterpretata attraverso i materiali e le tecniche della modernità. Per decenni, la torre ha rappresentato un punto di orientamento e di riconoscimento collettivo, un simbolo silenzioso del “buon abitare” che ha definito l’identità del Milanino.
Con il mutare delle necessità idriche, l’edificio ha progressivamente perso la sua funzione originaria. Nei primi anni Duemila è stato oggetto di un intervento di recupero parziale che ha trasformato i livelli inferiori in spazi destinati ad attività culturali e teatrali. Tuttavia, nel tempo, la mancanza di una visione stabile e continuativa ha portato a una nuova fase di declino. Oggi la torre si presenta segnata da anni di chiusura, infiltrazioni, vandalismi e interventi incompiuti, in uno stato di fragilità evidente.
Non sono mancati tentativi di riattivazione: aperture temporanee, collaborazioni con associazioni locali, iniziative culturali e sperimentazioni d’uso hanno cercato di restituire vitalità all’edificio. Sforzi importanti, ma non sufficienti a garantirne una reale continuità. Eppure, proprio questa condizione sospesa rivela un potenziale straordinario: la possibilità di trasformare la Torre dell’Acquedotto in un nuovo luogo della comunità, capace di tornare a essere un punto di incontro, un centro culturale e sociale profondamente radicato nel quartiere.
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Infrastrutture dismesse e nuove visioni
In tutta Europa, numerose infrastrutture tecniche dismesse stanno vivendo una seconda vita grazie a processi di recupero e riuso. Edifici nati per funzioni esclusivamente utilitaristiche si trasformano oggi in spazi culturali, panoramici o comunitari. Anche le torri idriche, un tempo elementi silenziosi del paesaggio urbano, sono al centro di una rinnovata attenzione progettuale.
In Olanda, molte di queste strutture sono diventate punti panoramici e luoghi per eventi; in Italia, esempi analoghi dimostrano come il patrimonio tecnico possa essere reinterpretato in chiave contemporanea, mantenendo viva la memoria del passato e rispondendo alle esigenze del presente.
La Torre dell’Acquedotto del Milanino si inserisce pienamente in questo scenario: la sua forma ottagonale, le decorazioni in cotto e il suo carattere elegante la rendono un’architettura di grande potenzialità, capace di dialogare con il contesto urbano e di riacquistare un ruolo centrale nella vita cittadina.
The Water Tower
Obiettivi del concorso
È da questa visione che nasce The Water Tower, un concorso internazionale che invita a immaginare un futuro possibile per la torre del Milanino, trasformandola in un nuovo polo culturale e sociale. L’obiettivo è restituire all’edificio la dignità e la centralità che un tempo le appartenevano, attraverso una proposta capace di renderlo nuovamente vivo, accessibile e utilizzato quotidianamente da tutte le generazioni.
Lo scopo è individuare proposte progettuali in grado di restituire alla torre un ruolo centrale nella vita del quartiere, trasformandola in un luogo riconoscibile, accessibile e vissuto quotidianamente. Le idee presentate dovranno esplorare nuovi scenari d’uso culturali e sociali, valorizzando l’architettura esistente e il rapporto con il contesto della Città Giardino, senza vincoli di fattibilità tecnica o realizzativa immediata, ma con una chiara coerenza concettuale e spaziale.
Il concorso richiede di intervenire sull’intero complesso – interni ed esterni – con la massima libertà progettuale. La sfida è quella di ripensare un edificio verticale come luogo di incontro: quali funzioni possono renderlo attivo sette giorni su sette? Quali spazi, servizi o attività possono trasformarlo in un riferimento per il quartiere e per un pubblico più ampio?
Non esiste un programma prestabilito. Ogni team è libero di proporre destinazioni d’uso, assetti spaziali e scenari capaci di valorizzare tanto la struttura quanto il suo rapporto con il contesto circostante. La ricerca di una nuova identità per la torre dovrà avvenire nel rispetto del suo carattere storico, senza rinunciare alla sperimentazione e all’innovazione.

Destinatari e requisiti di partecipazione
Il concorso è aperto a livello internazionale e si rivolge a:
- architetti
- ingegneri
- designer
- studenti e neolaureati
- professionisti e studi multidisciplinari
La partecipazione è consentita sia in forma individuale sia in team, senza limiti al numero dei componenti. Non sono richiesti requisiti minimi di esperienza professionale né iscrizioni ad albi specifici. La competizione è quindi accessibile anche a studenti e giovani progettisti, favorendo un confronto aperto tra profili ed esperienze diverse.
Linee guida e ambito di intervento
Le proposte dovranno riguardare l’intero complesso della Torre dell’Acquedotto, includendo:
- tutti gli spazi interni dell’edificio
- le aree esterne e gli spazi circostanti
- i percorsi di accesso, i dislivelli e la relazione con il contesto urbano
Gli interni potranno essere completamente ripensati per accogliere nuove funzioni culturali e sociali: spazi espositivi, coworking, sale conferenze, laboratori, aree studio, teatro, musica dal vivo, bar o caffè letterari e qualsiasi altra funzione coerente con il concept proposto.
Sarà apprezzata la capacità di valorizzare l’immagine architettonica della torre, anche attraverso soluzioni di illuminazione capaci di migliorarne la percezione notturna. Gli spazi esterni potranno essere organizzati per ospitare eventi, attività all’aperto e aree di sosta, sfruttando la topografia esistente.
L’accessibilità universale dovrà essere garantita in ogni parte del progetto, con percorsi chiari e inclusivi.
Restrizioni e limitazioni
- Non è consentita la demolizione della torre né delle sue principali parti strutturali.
- L’involucro esterno dovrà essere mantenuto e valorizzato.
- Non sono ammesse modifiche strutturali alla facciata, come nuove aperture o alterazioni dei vani esistenti.
- È consentita l’introduzione di elementi leggeri e reversibili (“plug-in”) – passerelle, volumi minimi, pannelli, schermature o dispositivi temporanei – purché coerenti con il concept generale.
- Non è ammessa la costruzione di nuovi edifici.
- È consentita la modifica o la completa sostituzione degli interventi realizzati nei primi anni 2000.
- Non sono richiesti approfondimenti tecnico-costruttivi, ma una chiara strategia funzionale, spaziale ed estetica.
Il progetto dovrà rispettare il valore storico dell’edificio e il contesto vincolato della Città Giardino del Milanino.
Elaborati richiesti
Tavole di progetto
I partecipanti dovranno presentare:
- Due tavole formato A1 (59,4 × 84,1 cm)
- Orientamento: orizzontale
- Formato file: JPG
- Dimensione massima: 20 MB ciascuno
Le tavole dovranno contenere tutte le informazioni grafiche necessarie per descrivere il progetto: titolo, concept, diagrammi, schizzi, piante, sezioni, collages, render, fotografie di modelli o qualsiasi altra rappresentazione ritenuta utile.
L’Order Number dovrà essere posizionato nell’angolo in alto a destra di ciascuna tavola.
Le tavole non dovranno contenere alcun riferimento all’identità dei partecipanti.
Testo descrittivo
- Formato file: DOC o DOCX
- Lunghezza: 250–500 parole
- Formato pagina: A4, orientamento verticale
- Lingua: italiano o inglese
Il testo dovrà descrivere in modo chiaro il concept progettuale, le scelte spaziali e funzionali e la visione complessiva della proposta.
Calendario
-
Iscrizioni Early:
12 dicembre 2025 – 27 febbraio 2026 (ore 15:00 CET) -
Iscrizioni Standard:
27 febbraio 2026 – 10 aprile 2026 (ore 15:00 CET) -
Iscrizioni Late:
10 aprile 2026 – 30 aprile 2026 (ore 15:00 CET) -
Deadline consegna elaborati:
30 aprile 2026 (ore 15:00 CET) -
Annuncio dei vincitori:
1 giugno 2026 (ore 12:00 CET)

Montepremi
Il montepremi complessivo è di 16.000 €, così suddiviso:
- 1° Premio: 8.000 €
- 2° Premio: 4.000 €
- 3° Premio: 2.000 €
Inoltre:
- 5 Menzioni d’Oro: coupon per una membership gratuita
- 10 Menzioni d’Onore: coupon per un concorso gratuito
- 30 Finalisti: pubblicazione sui canali Terraviva Calendar
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Fonte: Terraviva Competitions
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