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Comfort termo-igrometrico: cosa cambia con la UNI EN ISO 7730:2026 e come applicarla correttamente

Il comfort termo-igrometrico negli edifici trova nella UNI EN ISO 7730:2026 il riferimento normativo principale per la valutazione oggettiva del benessere indoor. La nuova edizione recepisce la ISO 7730:2025, mantenendo il modello PMV/PPD ma semplificando struttura e allegati, aggiornando le categorie di comfort (I-IV) e correggendo il codice di calcolo. Vediamo cosa cambia per progettisti, energy manager e stazioni appaltanti.

L’articolo presenta i contenuti e le principali novità della UNI EN ISO 7730:2026, norma di riferimento per il comfort termoigrometrico negli edifici, che recepisce la norma ISO 7730 datata 5 settembre 2025. Viene illustrato il modello PMV/PPD e il suo ruolo nel quadro normativo italiano e nei CAM Edilizia, laggiornamento delle categorie di comfort (IIV), la semplificazione della struttura rispetto alledizione 2005 e gli strumenti operativi (tabelle, grafici, codice di calcolo) messi a disposizione di progettisti e valutatori per la progettazione e la diagnosi degli ambienti interni.


La norma UNI EN ISO 7730 nel contesto italiano

La UNI EN ISO 7730 è uno dei riferimenti fondamentali per il comfort termo‑igrometrico negli edifici in Italia, anche se spesso rimane sullo sfondo rispetto a norme più citate come la UNI EN 16798‑1. La sua importanza nasce dal fatto che contiene il modello fisico‑matematico di riferimento, basato sugli indici PMV e PPD, con cui si quantifica in modo oggettivo quanto un ambiente è percepito come troppo caldo, troppo freddo o confortevole. Questo modello è quello che, di fatto, sostiene e rende scientificamente solide le categorie di comfort usate nei CAM edilizia, nelle prassi progettuali e nelle certificazioni di qualità degli ambienti interni. Nel contesto dei CAM Edilizia, il criterio “2.3.3 Benessere termico” prescrive che i valori degli indici PMV e PPD e quelli relativi ai criteri di insoddisfazione termica locale soddisfino la categoria B di benessere termico secondo la norma UNI EN ISO 7730. Con l’attuale revisione della ISO 7730:2025 la categoria B diventa Categoria II (similmente alla norma UNI EN 16798‑1) ma l’approccio rimane il medesimo.


Norma UNI EN ISO 7730 edizione 2026.
Norma UNI EN ISO 7730 edizione 2026. (Clara Peretti)

 


Per la progettazione impiantistica e architettonica, la UNI EN ISO 7730 è il ponte tra parametri fisici e percezione umana. Consente di tradurre i set‑point di temperatura, gli indumenti, la velocità dell’aria e l’attività svolta in un indice sintetico di comfort. In fase di progetto si sceglie una categoria di comfort, per esempio la II per un ufficio standard, e si verifica con il calcolo che le condizioni previste generino un PMV compreso fra –0,5 e +0,5, con una percentuale di insoddisfatti non superiore a circa il 10 %. Questo approccio è molto più robusto che limitarsi a indicare “22 °C in inverno” o “26 °C in estate”, perché tiene conto dell’effetto combinato di tutte le grandezze che influenzano il benessere.

Nel sistema normativo italiano, che comprende le UNI/TS 11300 per l’energia, i decreti sui Requisiti Minimi, i CAM Edilizia e le norme sulla qualità dell’aria interna, la UNI EN ISO 7730 rappresenta quindi il tassello che collega gli aspetti numerici con l’esperienza degli utenti.

 

Tutte le novità nella nuova versione della UNI EN ISO 7730

L’edizione 2025 (recepita in Italia il 19 febbraio 2026 come UNI EN ISO 7730:2026) è una revisione tecnica ma mirata: il modello di base (PMV/PPD, criteri di discomfort locale, struttura generale) rimane invariato, mentre cambiano soprattutto impostazione, chiarezza e alcuni strumenti applicativi. Nella parte introduttiva della norma della ISO 7730:2025 sono esplicitate le tre principali variazioni:

  • Eliminazione di sezioni di testo su:
  • valutazioni di lungo periodo del comfort (long‑term evaluation),
  • adattamento (adaptation),
  • diversità interindividuale (diversity).
  • Correzione del programma di calcolo PMV/PPD (Annex D).
  • Eliminazione delle tabelle numeriche per la previsione del PMV.

Queste modifiche vanno tutte nella direzione di rendere la norma più snella e focalizzata sul modello Fanger classico (PMV/PPD in condizioni moderate e quasi stazionarie), meno ridondante rispetto ad altri documenti ISO dedicati ad aspetti particolari e più robusta dal punto di vista del calcolo.

 

Struttura generale: cosa è cambiato

Rispetto all’edizione del 2005, la nuova UNI EN ISO 7730 mantiene il cuore della norma: restano infatti invariati la definizione e il calcolo del PMV (Punto 4), la definizione e il calcolo del PPD (Punto 5), i criteri di comfort locale (Punto 6, nell’edizione 2005 “discomfort termico locale”), i criteri di accettabilità del comfort (Punto 7), le considerazioni sui regimi non stazionari (Punto 8) e gli allegati dedicati ai tassi metabolici, all’isolamento dell’abbigliamento, al calcolo automatico, ai grafici PMV e ai rapporti con umidità e velocità dell’aria.

Allo stesso tempo, il testo viene semplificato e alleggerito: sono eliminati i vecchi paragrafi specifici sulla valutazione di lungo periodo e sull’adattamento. L’uso dell’approccio adattivo, in particolare per gli edifici naturalmente ventilati, viene esplicitamente rimandato al rapporto tecnico ISO/TR 23663 (Ergonomics of the thermal environment: Guidance for design, control and evaluation of moderate indoor thermal environments – documento in fase di sviluppo) e ad altri riferimenti esterni alla norma. Vengono inoltre aggiornati i riferimenti normativi.

LEGGI ANCHE: Salubrità, qualità dell'aria indoor e impianti HVAC – requisiti tecnici, errori progettuali e roadmap operativa

 

Modifiche agli indici PMV e PPD

Il modello di base è identico, ma il testo è armonizzato con la terminologia ISO aggiornata. Viene sottolineato che il PMV è applicabile per –2 < PMV < +2, indicando i limiti per vestiario, abbigliamento, temperatura radiante media, velocità relativa e pressione parziale di vapore.

Il programma BASIC in Appendice D è stato corretto rispetto ad alcune imprecisioni della versione 2005 (formule del PPD, gestione dei parametri, ecc.) e allineato alla formulazione normativa. Le tabelle numeriche di PMV (vecchio Appendice E) sono state eliminate perché sostituite da un Annex D normativo con programma di calcolo e un Annex E informativo con grafici (non tabelle numeriche) per la determinazione rapida del PMV (curve PMV al variare di temperatura radiante, isolamento dinamico dell’abbigliamento, velocità dell’aria).

 

Categorie di comfort e Appendice A

Le categorie di comfort (ora I, II, III, IV) sono equivalenti alle precedenti A, B, C (con un’estensione verso una IV categoria meno restrittiva). L’appendice A è stata riorganizzata, ma rimangono i grafici di temperatura operante ottimale e relativo campo accettabile in funzione di clo e met, le curve dei limiti di velocità media dell’aria in funzione di temperatura e turbolenza e la tabella di esempi di criteri di progetto per uffici, scuole, ristoranti, asili, grandi magazzini.

  

Categorie secondo le norme ISO 7730 edizione 2005 e 2025.
Tabella 1 – Categorie secondo le norme ISO 7730 edizione 2005 e 2025. (Clara Peretti)

  

Local thermal comfort (nell’edizione 2005 era Local thermal discomfort): continuità con piccoli aggiustamenti

Le formule per draught (corrente d’aria), differenza verticale di temperatura tra testa e caviglie, pavimenti caldi/freddi e asimmetria di temperatura radiante rimangono sostanzialmente le stesse, ma con testo più chiaro e qualche correzione minore: quantificazione più precisa degli intervalli di validità delle formule, chiarimento dei limiti di applicabilità e precisazione che il modello per le correnti d’aria si riferisce a soggetti con attività leggera e sensazione termica globale vicina alla neutralità.

La Tabella A.5 della norma riporta alcuni esempi di criteri di progettazione per spazi in vari tipi di edifici, tra questi vi sono gli uffici e gli edifici scolastici. Oltre ad aver inserito i valori della categoria IV i parametri riportati nella tabella sono:

  • Tipo di edificio o ambiente
  • Attività (espressa in met e in W/m2)
  • Categoria della temperatura operativa in estate e in inverno
  • Velocità dell'aria in estate e in inverno.

 

Range di temperatura operativa invernale ed estiva per scuole dell’infanzia con persone in piedi o con attività sedentaria.
Figura 1 – Range di temperatura operativa invernale ed estiva per scuole dell’infanzia con persone in piedi o con attività sedentaria. (Clara Peretti)

   

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Si continua nel pdf parlando di: 

  • Descrizione dei contenuti della ISO 7730:2025 recepita in Italia come UNI EN ISO 7730:2026

 


FAQ TECNICHE SU UNI EN ISO 7730:2026: comfort termico e indici PMV/PPD

  • Che cos’è la UNI EN ISO 7730:2026?
    È la norma tecnica che definisce il metodo analitico per valutare il comfort termo-igrometrico negli ambienti indoor moderati. Recependo la ISO 7730:2025, disciplina il calcolo degli indici PMV (Predicted Mean Vote) e PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied), fornendo criteri di accettabilità e indicazioni per il discomfort locale.
  • A cosa serve e in quali contesti si applica?
    Si applica a uffici, scuole, abitazioni e ambienti di lavoro non estremi, dove il comfort rappresenta un obiettivo progettuale. È utilizzata in fase di progettazione impiantistica e architettonica, nella diagnosi di ambienti esistenti e come riferimento nei CAM Edilizia per il criterio di benessere termico.
  • Quali prestazioni e requisiti definisce?
    La norma stabilisce intervalli di applicabilità del modello PMV/PPD e criteri di accettabilità basati su categorie di comfort I-IV. Per ciascuna categoria sono indicati limiti di PMV e PPD e requisiti relativi a parametri come temperatura operante, velocità dell’aria e asimmetria radiante, in funzione della configurazione progettuale.
  • Quali sono le principali novità rispetto all’edizione 2005?
    Il modello resta invariato, ma la struttura è semplificata. Sono eliminate le sezioni su adattamento e valutazioni di lungo periodo, corretto il programma di calcolo in Annex D e sostituite le tabelle numeriche del PMV con strumenti grafici e codice aggiornato. Le categorie passano da A-C a I-IV.
  • Come incide sulla progettazione e sulla posa degli impianti HVAC?
    Consente di tradurre parametri fisici – metabolismo, abbigliamento, temperatura dell’aria e radiante, velocità dell’aria – in un indice sintetico di comfort. In fase di progetto si seleziona la categoria di comfort e si verifica che le condizioni previste, inclusa la distribuzione dell’aria e il controllo radiativo, rispettino i limiti di PMV e PPD.

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