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Progettazione bioclimatica: strategie per edifici resilienti al clima che cambia

Il riscaldamento globale sta accelerando (≈0,35 °C/decennio dal 2015): per i progettisti non è un dato teorico ma un cambio di paradigma operativo. Occorre ripensare involucro, comfort estivo, gestione dell’acqua e integrazione urbana. L’articolo sintetizza le indicazioni emerse dall’intervista all’Ing. Mirko Giuntini, traducendole in criteri progettuali, requisiti tecnici e implicazioni normative per nuove costruzioni e riqualificazioni.

La progettazione edilizia deve evolvere rapidamente per rispondere all’accelerazione del cambiamento climatico, che rende obsoleti i modelli basati su dati storici. Il focus si sposta dall’efficienza energetica alla resilienza climatica, integrando comfort estivo, involucro performante e strategie passive. L’edificio diventa parte del sistema urbano, contribuendo alla mitigazione dell’isola di calore tramite verde, acqua e materiali. I nuovi CAM Edilizia 2025 e la Direttiva EPBD IV impongono un approccio progettuale più completo, orientato a durabilità, salubrità e adattamento.

Il clima accelera davvero: ora anche il progetto deve cambiare passo
Il clima non sta solo cambiando: sta cambiando più in fretta. Il nuovo studio rilanciato da Nature indica che il riscaldamento globale ha accelerato dal 2015, arrivando a circa 0,35 °C per decennio. Per il settore delle costruzioni non è un dato astratto: significa ripensare comfort estivo, infrastrutture, durabilità, gestione del rischio e adattamento climatico in modo molto più concreto.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Con Ingenio abbiamo deciso di approfondire il tema coinvolgendo diversi professionisti esperti: di seguito, l’intervista all'ing. Mirko Giuntini.


Cambiamento climatico accelerato: come deve evolvere il progetto edilizio tra comfort estivo, involucro e resilienza

Nell'articolo pubblicato su Ingenio il 10 marzo 2026 (LINK), abbiamo scritto che il tema non è solo quanto si scalda il pianeta, ma la velocità con cui questo avviene. Per chi progetta, che cosa cambia davvero?

Mirko Giuntini

Il progettista è uno dei protagonisti principali della sfida climatica. Egli deve rapidamente adattarsi alla velocità dei cambiamenti, in modo da poterli in qualche modo anticipare e contrastare in maniera efficace, sempre nel rispetto delle peculiarità naturali e ambientali. Alle nostre latitudini assistiamo a inverni sempre più brevi ed estati sempre più calde, con fenomeni atmosferici sempre più violenti. Limitando l'analisi al nostro clima mediterraneo, a scala di edificio occorre avere un approccio che privilegi le caratteristiche "passive" dell'involucro, progettando e realizzando costruzioni che disperdano pochissima energia in inverno ma che siano soprattutto in grado di opporsi al surriscaldamento estivo attraverso la propria capacità termica e la schermatura delle parti trasparenti vetrate.
In questo ambito deve essere favorito l'utilizzo più diffuso possibile dei materiali di origine naturale, meno impattanti durante il ciclo di vita e più salutari per chi negli edifici deve vivere gran parte della propria esistenza. Il tutto a prescindere dagli impianti di climatizzazione, che devono essere progettati in funzione della ridotta richiesta di calore o raffrescamento da parte dell'involucro, alimentati da fonte energetica rinnovabile (preferibilmente autoprodotta, almeno in parte) e in grado di garantire un'adeguata qualità dell'aria indoor attraverso l'uso della ventilazione meccanica.

Progettare con dati climatici del passato è ancora sostenibile? Gli errori su involucro e comfort estivo

Oggi molti edifici sono ancora pensati su riferimenti climatici del passato. È un approccio che regge ancora oppure no?

Mirko Giuntini

Mai come oggi la frase "abbiamo sempre fatto così" risulta pericolosa e fuorviante. Nel passato, soprattutto in quello recente di fine Novecento, si sono realizzati edifici con scadenti prestazioni dell'involucro in tema di dispersioni energetiche e prestazioni estive, tanto da dover demandare a impianti complessi ed energivori (spesso alimentati da fonti energetiche fossili) il compito di assicurare un minimo di comfort indoor. Nella riqualificazione degli edifici esistenti si deve necessariamente applicare, per quanto possibile, l'approccio sopra descritto per adattarli alle mutate sollecitazioni climatiche e renderli "vivibili" senza l'utilizzo di grandi quantità di energia.

Qual è, secondo te, il primo aspetto da rimettere al centro del progetto: comfort estivo, involucro, ombreggiamento, ventilazione, acqua, materiali?

Mirko Giuntini

Difficile proporre una "classifica" degli aspetti progettuali che hai citato. A mio avviso, in un progetto di nuova costruzione o di riqualificazione di un edificio esistente, questi aspetti devono essere trattati "alla pari" accanto ad altri aspetti non secondari come il comfort luminoso e acustico e la protezione dal radon (ove questo rischio esiste).

Dal risparmio energetico alla resilienza climatica: come cambia il progetto edilizio

Si parla molto di sostenibilità, ma spesso quasi solo in termini di efficienza energetica. Quanto conta invece il tema dell’adattamento climatico?

Mirko Giuntini

E' un tema fondamentale, del quale l'efficienza energetica è solo una parte. Per fare un esempio posso citare i parametri che vengono presi in esame dal Protocollo di Sostenibilità CasaClima Nature oltre all'efficienza energetica: impatto ambientale del materiali da costruzione, impatto idrico, qualità dell'aria interna, protezione dal gas radon, illuminazione naturale, comfort acustico, Come già detto, tali aspetti devono essere considerati contemporaneamente nel progetto, magari attraverso l'applicazione di un Protocollo di Sostenibilità che funga da linea guida o "canovaccio" per il Progettista per non rischiare di trascurare qualche aspetto o giungere a risultati poco efficaci. In ambito pubblico, la recentissima revisione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM 2025)costringe "ex lege" i progettisti (ma anche le Stazioni appaltanti e le imprese esecutrici) ad affrontare i temi della sostenibilità in ambito di lavori pubblici, in modo da garantire una soglia minima al di sotto della quale non si può scendere.

Come ridurre l’isola di calore urbana: soluzioni progettuali tra verde, acqua e materiali

Le città soffrono sempre di più il caldo, soprattutto per effetto dell’isola di calore urbana. Quanto deve pesare oggi il contesto urbano nella progettazione del singolo edificio?

Mirko Giuntini

Il contesto urbano oggi pesa moltissimo nella progettazione di un edificio. Con il cambiamento climatico e l’intensificarsi dell’isola di calore urbana, progettare un edificio come se fosse un oggetto isolato non è più sostenibile né efficace. L’edificio deve essere pensato come parte di un sistema climatico urbano. Questo cambio è centrale nella ricerca contemporanea in progettazione bioclimatica e urban climate design: Un edificio ben progettato può ridurre l’isola di calore urbana, mentre uno progettato male può aggravarla. Lo stesso può dirsi per gli interventi di risistemazione di spazi urbani come piazze, strade, ecc. Senza voler entrare troppo nel dettaglio, possiamo dire che la presenza di vegetazione e acqua abbassano la temperatura tramite evapotraspirazione e l'ombreggiamento. Gli edifici possono contribuire con: tetti verdi, facciate vegetate, cortili alberati, sistemi di raccolta e riuso dell’acqua. Questi elementi migliorano non solo il comfort dello spazio pubblico ma anche quello interno. Evitiamo infine di fare un errore purtroppo molto diffuso nelle nostre città, cioè quello di concentrare troppe unità esterne dei condizionatori in zone circoscritte e con scarso ricambio d'aria come cortili interni, cavedi, ecc. che in estate diventano veri e propri forni a causa dell'aria calda "pompata fuori" dagli ambienti interni e sparata all'esterno con scarsa possibilità di essere efficacemente dissipata.

Costruzioni ancora ferme al “minimo normativo”? Cosa cambierà con EPBD IV, CAM e nuove regole energetiche

Dal tuo punto di vista, il settore delle costruzioni sta già cambiando passo oppure prevale ancora un approccio troppo prudente e legato al minimo normativo?

Mirko Giuntini

Mediamente il settore delle costruzioni edili è sempre ancorato alla mentalità del passato, prediligendo le stesse soluzioni e lo stesso approccio (ancora una volta si ripropone la frase "abbiamo sempre fatto così") che portano al "minimo sindacale" con tutto quel che ne consegue.
Tuttavia il diverso approccio progettuale che abbiamo descritto, insieme allo scenario normativo nazionale ed europeo in continua evoluzione verso la transizione energetica e la sostenibilità ambientale (pensiamo alla recente EPBD IV meglio nota come Direttiva Case Green , ma anche ai già citati CAM e alle modifiche al DM 26.6.2015 in vigore dal prossimo giugno) costringeranno il mondo delle costruzioni ad essere sempre più in linea con questa tendenza.

Perché gli edifici moderni rischiano di diventare invivibili: errori progettuali tra vetro, impianti e microclima ignorato

Se guardiamo ai prossimi anni, quali sono gli errori progettuali che rischiamo di pagare di più in uno scenario climatico più instabile?

Mirko Giuntini

A mio avviso, gli errori che rischiamo di pagare di più sono quelli tesi ad ignorare il clima e il contesto urbano. In particolare: edifici troppo dipendenti dagli impianti, facciate molto vetrate senza ombreggiamento, poca attenzione alla ventilazione naturale e superfici urbane troppo impermeabili e soggette a surriscaldamento. In uno scenario climatico più instabile questi edifici diventano sempre più energivori, surriscaldati e poco resilienti. Come abbiamo già detto, il progetto oggi deve puntare su strategie passive, verde, gestione dell’acqua e integrazione con il microclima urbano.

Surriscaldamento estivo e resilienza: cosa deve fare oggi il progettista (strategie passive, verde urbano, drenaggio)

Ti chiedo una chiusura molto concreta: quali sono le tre priorità che oggi un progettista dovrebbe mettere subito al centro del proprio lavoro?

Mirko Giuntini

In estrema sintesi:

  • Ridurre il surriscaldamento con strategie passive: orientamento corretto, schermature solari, massa termica e ventilazione naturale prima ancora degli impianti.
  • Progettare insieme al microclima urbano: ombra, alberature, materiali riflettenti e permeabili, attenzione alla ventilazione e all’isola di calore.
  • Gestire acqua e suolo: limitare le superfici impermeabili, integrare tetti verdi, drenaggio e riuso dell’acqua piovana per rendere l’edificio più resiliente agli eventi estremi.

Ambiente

Ambiente e costruzioni: soluzioni, norme e tecnologie per una progettazione sostenibile. Approfondimenti e casi studio per tecnici e progettisti che vogliono ridurre l’impatto ambientale del costruire.

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L'efficienza energetica in edilizia e impiantistica è fondamentale per la progettazione sostenibile, puntando alla riduzione dei consumi e all'ottimizzazione delle risorse. Normative, certificazioni, isolamento termico, domotica e dettagli costruttivi giocano un ruolo chiave nel migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

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