Olimpiadi 2026 MILANO CORTINA | Architettura | Infrastrutture | Sostenibilità | Costruzioni Metalliche | Efficienza Energetica | Energie Rinnovabili | Facciate Edifici | Costruzioni in Legno | Progettazione | Rigenerazione Urbana | Ristrutturazione | Serramenti | Miglioramento sismico
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Villaggio Olimpico di Predazzo: edilizia in legno, energia rinnovabile e riuso per un’infrastruttura che resta

Progettare un Villaggio Olimpico oggi significa garantire sostenibilità, accessibilità e riutilizzo post-evento. A Predazzo, per Milano Cortina 2026, l’intervento ha integrato strutture in legno, miglioramento sismico e impianti fotovoltaici in un complesso destinato a diventare sede stabile della Scuola Alpina della Guardia di Finanza. In questo articolo analizziamo soluzioni strutturali, requisiti energetici, scelte impiantistiche e impatti per i professionisti.

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Predazzo, realizzato per Milano Cortina 2026 all’interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, affronta il tema della sostenibilità e del riuso post-evento. Il progetto integra nuove costruzioni in legno e strutture ibride legno-acciaio, interventi di miglioramento sismico sugli edifici storici e impianti fotovoltaici in copertura. L’obiettivo è coniugare efficienza energetica, accessibilità universale e flessibilità funzionale, garantendo una trasformazione stabile del complesso in residenza e centro formativo permanente.


Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Predazzo nasce all’interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, in un luogo che da sempre è legato allo sport, alla montagna e alla formazione. In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, questo complesso è stato completamente ripensato per accogliere gli atleti impegnati nelle discipline dello sci nordico e del salto con gli sci, ma soprattutto per lasciare in eredità alla comunità e alla Guardia di Finanza un’infrastruttura moderna, efficiente e durevole nel tempo.

 

Villaggio Olimpico a Predazzo. Olimpiadi invernali 2026.
Villaggio Olimpico a Predazzo. Olimpiadi invernali 2026. (courtesy PICHLER projects foto: Oskar Da Riz)

 

Durante i Giochi, il villaggio ha ospitato 430 atleti per le Olimpiadi e 180 per le Paralimpiadi, provenienti rispettivamente da 65 e 23 nazioni. Al termine dell’evento, l’intero complesso verrà trasformato in residenza e centro formativo permanente della Scuola Alpina, arrivando a offrire complessivamente 691 posti letto. La doppia natura – temporanea e permanente – è il cuore del progetto: accogliere circa 400 atleti durante la manifestazione e diventare, successivamente, infrastruttura stabile al servizio della collettività.

 

Villaggio Olimpico a Predazzo. Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
Villaggio Olimpico a Predazzo. (Agenzia del Demanio)

 

Promosso dalla Provincia autonoma di Trento con Simico come soggetto monitore, l’intervento ha riguardato sia il recupero e miglioramento sismico degli edifici storici sia la demolizione e ricostruzione di alcuni padiglioni, mantenendo il sedime originario e il rapporto con il contesto. Il masterplan si articola in cinque unità funzionali: il Padiglione Olimpico (UF1), Latemar (UF2), Macchi (UF3), Nicolaucich (UF4) e Musto (UF5), ciascuna con un ruolo specifico nel sistema complessivo.

 

Villaggio Olimpiadi Invernali Milano - Cortina 2026.
Villaggio Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. (sito Milano Cortina 2026)

 

Tecnologia, struttura e involucro: il contributo di PICHLER projects

All’interno di questo quadro, il Padiglione Olimpico si distingue per la qualità tecnica delle soluzioni adottate e per l’integrazione tra struttura e involucro. In questo ambito, PICHLER projects ha avuto un ruolo determinante nella realizzazione delle principali componenti strutturali in acciaio e delle soluzioni di facciata, interpretando l’edificio come un sistema coordinato in cui precisione esecutiva, efficienza prestazionale e coerenza architettonica convergono.

Il cuore strutturale dell’edificio è il corpo centrale di collegamento (corpo E), realizzato con struttura portante in acciaio e solai in lamiera grecata. Questa configurazione consente grandi luci libere, riduzione dei pesi strutturali e massima flessibilità distributiva degli spazi collettivi. L’acciaio, in questo caso, non è solo materiale costruttivo ma strumento progettuale: garantisce rapidità di montaggio, controllo dimensionale e adattabilità futura, elementi essenziali in un’opera destinata a trasformarsi dopo i Giochi.

Particolare attenzione è stata dedicata all’involucro edilizio, concepito come elemento attivo in termini di prestazioni energetiche e durabilità. La facciata ventilata in lamiera di alluminio forata e verniciata definisce l’identità del padiglione e si estende in continuità fino alle scale di sicurezza esterne, assicurando protezione, leggerezza visiva e dialogo con il contesto alpino. Il sistema contribuisce al controllo termoigrometrico e alla protezione dell’edificio nel tempo, riducendo esigenze manutentive e migliorando l’efficienza complessiva.

I serramenti in alluminio, integrati nella facciata con sistemi di oscuramento nascosti, i parapetti metallici di sicurezza con fissaggi a scomparsa e le facciate montanti-traversi caratterizzate da ampie superfici vetrate negli spazi comuni, completano un linguaggio architettonico coerente. Ogni elemento è stato sviluppato con un approccio ingegneristico orientato alla precisione, alla qualità costruttiva e alla compatibilità con le esigenze funzionali di un grande evento internazionale.

Il risultato è un’architettura che non si limita a ospitare la competizione, ma che interpreta il valore dello sport come espressione culturale e collettiva. Attraverso l’uso diffuso del legno, l’integrazione di sistemi ibridi legno-acciaio, l’adozione di impianti fotovoltaici e il miglioramento sismico del patrimonio esistente, il Villaggio Olimpico di Predazzo dimostra come un grande evento possa diventare occasione per costruire infrastrutture permanenti, sostenibili e realmente abitabili.

 

Villaggio Olimpico di Predazzo. Progetto architettonico: Studio BBS.
Villaggio Olimpico di Predazzo. Progetto architettonico: Studio BBS. (courtesy PICHLER projects- foto: Oskar Da Riz)

        

Padiglione Olimpico UF1: struttura ibrida legno-acciaio e fotovoltaico da 124,7 kWp

Il cuore del nuovo complesso è il Padiglione UF1, noto anche come Padiglione Olimpico, il più grande edificio del villaggio. Si tratta di una nuova costruzione su quattro livelli, realizzata quasi interamente in legno, con l’eccezione delle fondazioni in cemento armato e del corpo centrale di collegamento, costruito con una struttura portante in acciaio. Questa scelta non è solo tecnica, ma anche architettonica: l’acciaio consente grandi luci libere e spazi flessibili per le funzioni collettive, mentre il legno garantisce leggerezza, rapidità costruttiva e un ridotto impatto ambientale.

L’edificio ospita 192 camere per un totale di 384 posti letto ed è dotato di un impianto fotovoltaico in copertura da 124,7 kWp, a conferma dell’attenzione posta sull’efficienza energetica. Fin dall’inizio è stato progettato per essere pienamente accessibile anche agli atleti paralimpici, senza necessità di adattamenti successivi.

 

Padiglione UF2 Latemar: demolizione e ricostruzione con struttura mista

Accanto al nuovo UF1, il Padiglione Latemar (UF2) è stato completamente demolito e ricostruito. Oggi si presenta come una struttura su tre livelli, con 119 posti letto, realizzata in parte in cemento armato e in parte in legno. Anche qui la sostenibilità è un tema centrale: l’edificio è dotato di un impianto fotovoltaico da 30 kWp e il piano in cemento armato è stato pensato per consentire future riconversioni funzionali, mentre i livelli superiori, in legno, ospitano le camere.

 

Gli interni del Villaggio Olimpico di Predazzo.
Gli interni del Villaggio Olimpico di Predazzo. (courtesy PICHLER projects- foto: Oskar Da Riz)

  

Recupero e miglioramento sismico degli edifici storici (UF3)

Un ruolo importante nel progetto lo hanno avuto anche gli edifici storici. Il Padiglione Macchi (UF3), costruito agli inizi del Novecento e sottoposto a tutela, è stato oggetto di una profonda ristrutturazione e di un intervento di miglioramento sismico, condotto in coordinamento con gli enti preposti alla tutela dei beni culturali. Oltre al consolidamento strutturale, sono stati completamente rinnovati gli impianti e le finiture, e oggi l’edificio offre 118 posti letto, pronti a essere riutilizzati dalla Guardia di Finanza dopo i Giochi.

Il Padiglione Nicolaucich (UF4), invece, è stato pensato con una particolare attenzione al tema dell’accessibilità universale. Con 35 camere e 70 posti letto, l’edificio garantisce la piena fruibilità degli spazi anche per gli atleti con disabilità, dimostrando come l’inclusione non sia un’aggiunta, ma una parte integrante del progetto architettonico.

Completa il quadro il Padiglione Musto (UF5), demolito e ricostruito con una nuova organizzazione degli spazi interni. Qui trovano posto, oltre ai nuovi alloggi, anche una palestra, un auditorium e un’area destinata a ospitare in futuro un simulatore di elicottero, rafforzando così la vocazione formativa del complesso e il suo utilizzo a lungo termine.

Nel complesso, il Villaggio Olimpico di Predazzo rappresenta un esempio concreto di architettura  per lo sport pensata non come struttura effimera, ma come infrastruttura permanente. La scelta dei materiali, l’attenzione all’efficienza energetica, l’uso diffuso del legno e l’integrazione di impianti fotovoltaici raccontano un progetto che guarda al futuro, cercando di coniugare esigenze funzionali, responsabilità ambientale e qualità dello spazio costruito. Dopo l’evento olimpico, questi edifici continueranno a vivere, a essere abitati e utilizzati, dimostrando che anche un grande appuntamento internazionale può diventare un’occasione per costruire qualcosa che resta.

 

Villaggio Olimpico Predazzo Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
Villaggio Olimpico Predazzo. Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. (Ufficio Stampa della Giunta provinciale del Trentino)

 


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FIEMME Predazzo Olympic Village Aerial FullHD

Fonti

 


FAQ tecniche per il Villaggio Olimpico Predazzo- Olimpiadi Milano Cortina 2026: legno, FV e riuso post-evento

  • Quali sono le principali prestazioni e requisiti tecnici?
    Il progetto integra edilizia in legno, strutture ibride legno-acciaio e calcestruzzo armato, miglioramento sismico degli edifici tutelati e impianti fotovoltaici in copertura (124,7 kWp per UF1 e 30 kWp per UF2). Le prestazioni energetiche e strutturali sono definite in funzione della configurazione dei singoli padiglioni e delle normative vigenti.
  • Quali indicazioni di posa e integrazione progettuale emergono?
    Il mantenimento del sedime originario ha richiesto coordinamento tra nuove strutture e edifici esistenti. Nei padiglioni ibridi, l’interfaccia tra legno, acciaio e calcestruzzo è un nodo cruciale. L’integrazione del fotovoltaico in copertura deve essere coerente con stratigrafia dell’involucro, carichi permanenti e manutenzione futura.
  • Come sono stati affrontati comfort, accessibilità e sicurezza?
    Gli edifici sono progettati per piena accessibilità, senza adattamenti successivi per gli atleti paralimpici. Il miglioramento sismico degli edifici storici incrementa la sicurezza strutturale. L’efficienza energetica e l’integrazione del fotovoltaico contribuiscono alla gestione dei consumi e al comfort indoor in esercizio.
  • Quali criteri dovrebbe valutare un progettista in interventi analoghi?
    È fondamentale definire fin dall’inizio lo scenario di riuso post-evento. Occorre verificare compatibilità strutturale tra materiali diversi, durabilità in ambiente montano e flessibilità distributiva. La progettazione dell’involucro e degli impianti deve essere coerente con l’uso futuro, evitando soluzioni sovradimensionate o difficilmente riconvertibili.

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