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Miglioramento sismico di un palazzo del ‘700 soggetto a vincolo con soluzioni Kerakoll
del 21/03/2017

Recupero della valenza storico-artistica e miglioramento della sicurezza: ecco le due chiavi dell’intervento di Palazzo Ciolina-Ciampella, nel cuore dell’Aquila

Sergio De Paulis, KERAKOLL

Palazzo Ciolina-Ciampella è situato in pieno centro, nel crocevia tra corso Vittorio Emanuele e corso Umberto. Conosciuto dagli aquilani come “i Quattro Cantoni”, ha visto nella sua storia numerose modificazioni, variazioni di destinazione d’uso, passaggi di proprietà, tutti accuratamente documentati nell’archivio della famiglia Ciolina.
Il terremoto del 6 aprile 2009, unitamente alle scosse che lo hanno preceduto e seguito, ha prodotto un danno considerevole alle parti strutturali (pareti, copertura, volte) e ai beni artistici (affreschi, stucchi, elementi decorativi lapidei, parti aggettanti) di cui l’intero palazzo è ricchissimo.
Per questo motivo, dopo il sisma, è stato immediatamente sottoposto a un massiccio intervento di messa in sicurezza finalizzato al contenimento del ribaltamento del paramento di facciata su corso Umberto.
I tecnici incaricati di effettuare i sopralluoghi sull’edificio, con la finalità di fornire una indicazione al progetto dell’intervento di miglioramento sismico, hanno catalogato sia i danni che i dissesti prodotti dal terremoto sulle parti strutturali e non, attraverso una documentazione fotografica commentata, organizzata per ambienti e successivamente hanno identificato i principali meccanismi di collasso che si sono attivati con il sisma. In conclusione sono state sinteticamente raccolte le principali cause che hanno prodotto il danno e individuati gli elementi maggiormente vulnerabili.
In estrema sintesi, il danneggiamento principale prodotto dal sisma su Palazzo Ciolina-Ciampella, con manifestazioni di crollo, è quello che ha interessato la parte sommitale della parete di facciata su corso Umberto, le strutture voltate dei vani adiacenti e la relativa copertura lignea, oltre a una ampia porzione del cornicione.
Riguardo al resto del complesso si possono fare le seguenti considerazioni relativamente alle condizioni di danno osservate: il danno alle pareti portanti, la scadente qualità della muratura, costituita da pietre non squadrate di dimensioni molto variabili, e la debolezza della malta, quasi polverizzata, sono state alcune tra le cause principali dei collassi e delle lesioni gravi e diffuse che si osservano; l’intervento di rinforzo con catene metalliche, realizzato nel corpo scala A nel 1920 dopo il terremoto di Avezzano del 1915, ha in parte limitato il danneggiamento delle pareti, ma non ha impedito il danneggiamento in chiave degli archi e delle volte a botte; nella porzione di edificio dove è stato realizzato un intervento di sostituzione delle orditure principali della copertura con capriate in acciaio e realizzazione di un cordolo in c.a. non sono stati rilevati lesioni o danni particolarmente severi. Gli interventi previsti in progetto hanno avuto lo scopo di assicurare all’aggregato un idoneo livello di sicurezza sismica nel rispetto della conservazione e valorizzazione degli elementi storici e architettonici che lo contraddistinguono e per i quali il complesso è sottoposto a vincolo di tutela monumentale.
L’obiettivo principale è stato quello di effettuare le riparazioni e gli interventi di rinforzo strutturale delle parti lesionate necessarie per il ripristino delle condizioni di agibilità dell’immobile e il recupero delle condizioni di sicurezza precedenti.
Allo stesso tempo l’intervento ha realizzato i collegamenti e le connessioni strutturali necessarie per impedire la formazione di meccanismi di collasso locale, con il conseguente miglioramento delle prestazioni sismiche.
Il palazzo è stato oggetto di interventi specifici in funzione delle diverse problematiche riscontrate che hanno interessato in maniera puntuale sia le strutture in fondazione – con sottomurazione mediante infissione e messa in forza di profilati metallici o interventi di ampliamento della base fondale – sia in elevazione, tra le quali iniezioni, risarciture mediante “cuci-scuci”, chiusure di nicchie e incassi, ricostruzioni o ispessimenti.
Per le strutture voltate si è intervenuto solo dopo una classificazione che ha permesso di catalogare quattro tipologie: volte in pietra, volte in mattoni a una testa, volte in mattoni in foglio e volte in incannucciato con intelaiatura lignea.

In particolare per le volte in pietra, in mattoni e in foglio si è proceduto all’applicazione estradossale di fasce di fibra di acciaio galvanizzato applicato con matrice inorganica a base di pura calce idraulica NHL 3.5 disposte secondo una malta ortogonale.

L’intervento ha previsto una puntellatura delle volte stesse, lo smontaggio della pavimentazione e rimozione del riempimento fino al rinvenimento della superficie di estradosso. Le fasciature sono state applicate con una larghezza di 15 cm, pari alla metà del tessuto in commercio, e interasse diversificato per le diverse tipologie.
Tale soluzione garantisce il ripristino della continuità strutturale compromessa dalle lesioni presenti e il miglioramento della capacità portante della volta grazie alla presenza di un elemento capace di assorbire gli sforzi di trazione.
La scelta della matrice inorganica è stata adottata sia per garantire la compatibilità dell’intervento sia per mantenere le caratteristiche preesistenti in termini di traspirabilità necessaria per la perfetta conservazione, ove presenti, degli affreschi negli intradossi delle volte. Sono stati, infine, mantenuti i frenelli presenti, preziosi per irrigidire le strutture voltate, specie quelle in foglio.


PALAZZO CIOLINA-CIAMPELLA, AQUILA
SCHEDA TECNICA

Palazzo Ciolina-Ciampella, L’Aquila (AQ)
Progetto architettonico:
arch. Sestilio Frezzini e arch. Vincenzo Ciolina, L’Aquila (AQ)
Progetto strutturale:
Mpm ingegneria srl, L´Aquila (AQ) – ing. Sergio De Paulis
Fenice srl, Roma (RM) – arch. Anna Elisa Lugini
Coordinamento tecnico-scientifico:
prof. ing. Gianmarco De Felice
Impresa di costruzioni:
Cingoli Nicola & figlio srl, Teramo (TE)
Coordinamento Kerakoll:
Massimiliano Ippolito, Matteo Brandimarte, Filippo Petrocco, Giuliano Saccomandi, Paolo Casadei, Paolo Allegrozzi

INTERVENTI KERAKOLL
Sistema di rinforzo strutturale
GeoSteel G2000
GeoCalce Fino
GeoCalce Fluido
Malta da allettamento
Biocalce Muratura Fino
Intonaco deumidificante
Biocalce Tasciugo 1a Mano
Biocalce Tasciugo 2a Mano
Tinteggio murature interne ed esterne
Biocalce Fondo
Biocalce Tinteggio
Posa pavimenti
H40 No Limits
Posa pavimenti in legno
Slc Eco L34 Plus

Tutti i prodotti Kerakoll sono conformi alle norme europee EN di riferimento e sono classificati secondo il GreenBuilding Rating, l’innovativo sistema di valutazione attestato da SGS per misurare le performance di sostenibilità dei materiali da costruzione in grado di orientare la progettazione e la realizzazione di edifici ecocompatibili.
www.kerakoll.com


 

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di KERAKOLL
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