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Prevenzione sismica: stanziati 25 milioni per CASA ITALIA, saranno soldi spesi bene ?
del 09/04/2017

Il premier Gentiloni in conferenza stampa a Milano, presso il Museo della Scienza e della Tecnica, ha svelato piano di CASA ITALIA, il soggetto governativo messo in atto in Agosto dall’ex Premier Renzi lo scorso agosto per definire il sistema di prevenzione antisismica su Idea di Renzo Piano. Al via 10 cantieri dal Friuli alla Sicilia. "Casa Italia è uno dei nostri progetti più ambiziosi" dice il presidente del Consiglio, "un investimento sulla nostra identità, un progetto slegato dalla stagione politica"

Ed ecco cosa ha affermato Gentiloni: “Casa Italia è uno dei nostri progetti più ambiziosi. Talmente ambizioso che ha una prospettiva lunga e non è vincolato a questa o quella stagione politica ed è stato giusto creare una struttura amministrativa che consenta questo lavoro".
"La nostra è una bellezza molto fragile, il sisma ci ha colpito al cuore - ha aggiunto Gentiloni-. Non dobbiamo nasconderci il fatto che la ricorrenza di queste scosse ha reso ancor più grave l'emergenza. Quando ragioniamo di questi progetti di lunga lena pensiamo proprio alle persone colpite dal terremoto, sapendo che la fiducia e la speranza in queste persone non è mai venuta meno", ha aggiunto. "Martedì in finanziaria inseriremo oltre un miliardo l'anno per la ricostruzione. Abbiamo fatto un buon lavoro sull'emergenza, speriamo di farlo anche sulla ricostruzione, ma vorremmo lavorare molto di più anche sulla prevenzione". "Farà risparmiare denaro pubblico" "Questo investimento sarà fatto con un metodo scientifico - ha continuato il premier - e da lì trarremo insegnamenti per norme e investimenti più generali, sapendo che così facendo significa risparmiare sul denaro pubblico. Le ultime scosse ci sono costate 23 miliardi di euro in otto mesi, pensate quanto un'operazione come questa può farci risparmiare".

I 25 milioni per Casa Italia
Gentiloni ha ricordato che per i primi prototipi sono stati investiti 25 milioni di euro e si è augurato una collaborazione da parte degli enti locali coinvolti.  Al via 10 cantieri dal Friuli alla Sicilia Catania, Feltre (Belluno), Foligno (Perugia), Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese (Caserta), Potenza, Reggio Calabria, Sora (Frosinone), e Sulmona (L'Aquila).  Sono i luoghi scelti per i primi dieci cantieri pilota di Casa Italia, il "programma di lungo periodo, con l'obiettivo di coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza" patendo dalle tante iniziative già in essere della publica amministrazione a vari livelli.

Presenti anche l'architetto e senatore a vita Renzo Piano e l'ex rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone.
Gli obiettivi specifici dei cantieri, per i quali sono stati stanziati 25 milioni di euro, sono:

  • "sperimentare soluzioni costruttive innovative, in grado di aumentare la sicurezza degli abitanti a fronte di eventi sismici, mantenendo al contempo l'edificio vivibile e utilizzabile durante tutte le fasi dell'intervento";
  • "derivare, a valle della sperimentazione, linee guida che possano costituire un riferimento per interventi estesi all'intero territorio nazionale";
  • "rappresentare occasioni di un più ampio coinvolgimento sul tema della sicurezza, sia a livello locale che in ambito nazionale";
  • "consentire una riflessione dal basso sulle politiche adottate in passato per promuovere la sicurezza".

Per il presidente del Consiglio "è molto importante coinvolgere i territori e le comunità" e "puntare sul futuro" perché questo "significa investire sulla nostra identità, il modo in cui l'Italia sta nel mondo".

Il senatore a vita Renzo Piano, coinvolto nel progetto fin dalle prime battute, ha invitato a smetterla di "parlare di fatalità. Il nostro è un paese sismico e non esorcizziamo questo fatto non parlandone. La natura, nella sua grandiosità, è indifferente a noi, non è né buona né cattiva. Dobbiamo avere fiducia nella scienza e uscire dal medioevo oscuro per entrare nell'epoca della chiarezza".

Giovanni Azzone project manager della struttura di missione ha infine sottolineato l'importanza della sperimentazione di soluzioni innovative in dieci luoghi del paese per "rendere gli edifici più sicuri senza sconvolgere la vita di chi vi abita. Sono dieci città emblematiche di diverse tipologie di interventi, estendibili poi su tutto il territorio nazionale".

'Casa Italia', ha spiegato Renzo Piano che lo ha ideato, si basa su cinque principi:

  • Diagnostica
  • Cantieristica leggera (dove si può intervenire con metodi nuovi)
  • L'idea di non separare le persone dalla propria casa
  • Educazione delle persone e degli operatori
  • Sostenibilità economica.

Le linee di intervento su cui si articolerà il piano “Casa Italia” sono essenzialmente quattro:

  • messa a sistema di tutte le informazioni disponibili, ma che al momento risultano frammentarie, sul nostro Paese con l'obiettivo di fornire una mappatura completa del rischio al fine di programmare i diversi interventi a seconda delle priorità;
  • qualità degli interventi che vengono fatti a fine preventivo: sviluppare, con il coordinamento del gruppo di lavoro G124 del sen. Renzo Piano, una serie di linee guida di intervento che tengano conto anche della vivibilità dei luoghi e, allo stesso tempo, fornire un insieme di interventi-tipo, sia per le nuove costruzioni sia per l’adeguamento antisismico degli edifici, sia pubblici che privati, esistenti che faranno da modello per i progettisti.
  • finanziamenti e procedure di intervento: snellimento e semplificazione delle procedure di finanziamento già varate dal Governo e ottimizzazione della loro efficacia;
  • intervento formativo: formazione di tecnici e professionisti che con continuità siano aggiornati su come si interviene sul territorio, ma anche degli amministratori quali committenti di edifici pubblici, nonché della popolazione a partire dal sistema scolastico.

Per l'attuazione del progetto è stata costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una struttura di missione, riconfermata dal Presidente Gentiloni, guidata dal prof. Giovanni Azzone e che si avvale della collaborazione del sen. Renzo Piano, con lo scopo di definire una policy generale di messa in sicurezza del Paese e di definire l'organizzazione di una struttura a carattere permanente.

Chi lavora al progetto di Casa Italia
'Casa Italia' è un programma di lungo periodo, con l'obiettivo di coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza. Il focus 2017 del progetto, deciso da Matteo Renzi nel consiglio dei ministri del 25 agosto 2016, dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia, è sulla casa ovvero il luogo che deve essere sicuro per eccellenza e sulla sicurezza in caso di eventi sismici.
Il progetto - ideato da Renzo Piano e di cui è project manager l'ex rettore del politecnico di Milano, Giovanni Azzone - ha lo scopo di intervenire sugli edifici esistenti, riducendone la vulnerabilità, e sulla resilienza delle comunità, assicurando la vivibilità degli insediamenti. E' un approccio più oneroso, ma oggi compatibile con la disponibilità di informazioni analitiche e di tecnologie innovative.

Come evidenziato anche dal sito di Casa Italia l’ossatura della struttura è quella del gruppo G124. Nel gruppo G124 lavorano con contratto annuale sei giovani architetti (tre donne e tre uomini) che vengono pagati con lo stipendio parlamentare di Renzo Piano che è stato interamente destinato a questo progetto.  

Ogni anno i sei architetti verranno sostituiti da altri sei selezionati attraverso un apposito bando. A coordinare il lavoro, oltre allo stesso senatore, ci sono i tutor: architetti, ingegneri, sociologi e psicologi scelti personalmente da Renzo Piano che, volontariamente e senza percepire alcun stipendio, si occupano di seguire i progetti sviluppati dai sei giovani. La cui formazione è un progetto in se stesso.

Al momento nel sito non si parla ne di classificazione sismica ne di altri collegamenti con il Consiglio Superiore dei LLPP

Che cosa è 'Casa Italia'
I soggetti coinvolti:
    •    Istat
    •    Ministeri dell'Economia, dei Beni culturali, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dell'Istruzione
    •    Ispra
    •    Enea
    •    Cnr
    •    Mattm
    •    Ingv
    •    Agenzia delle entrate

Tutti i soggetti sono necessari per individuare una mappa dei rischi su tutto il territorio italiano e l'avvio dei cantieri. Inoltre sarà necessario fare una sorta di data base integrato sulle caratteristiche degli edifici (con informazioni su età, tipologia costruttiva, stato di conservazione, qualità energetica dimensione, tipologia e localizzazione degli edifici).

Ma chi è materialmente coinvolto ?
Il capo missione è il prof. GIovanni Azzone, 53 anni, milanese, professore di Ingegneria gestionale, è docente del Politecnico dal 1994 e rettore dal 2010. Dal 2004 al 2010 è stato vicepresidente del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario presso il Ministero dell’Istruzione sotto Berlusconi e Prodi, mentre dal 1999 al 2002 è stato tra i consiglieri di altri due premier, D’Alema e Amato. Attualmente è presidente di Arexpo SpA, la società che si occupa del dopo Expo rispetto al quale Azzone si era subito schierato a favore del progetto Human Technopole del governo, ed è membro del consiglio di Amministrazione di Poste Italiane spa.
Non risulta però mai essersi occupato di sismica o di sicurezza del territorio. Dal suo curriculum emergono illustri pubblicazioni di economia, gestione aziendale, ma nulla di tecnico su territorio, costruzioni, urbanistica.

Del G124 si sa solo che sono sei architetti neolaureati pagati con lo stipendio di senatore di Renzo Piano. Dei Tutor non abbiamo i nomi. Nel precedente progetto sulla ricucitura delle periferie erano degli architetti importanti ed esperienza, ma ora si parla di sismica.

E Casa Italia: Casa Italia diventerà un dipartimento di Palazzo Chigi che si occuperà della sicurezza delle aree urbane e dell'efficientamento energetico degli edifici. L’emendamento approvato stabilisce che il nuovo dipartimento dovrà occuparsi di ottimizzare gli strumenti volti alla valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo, in riferimento alla sicurezza e all'efficienza energetica. Prevista una dotazione organica dirigenziale iniziale di tre posizioni di livello generale e di quattro posizioni di livello non generale e l'autorizzazione al reclutamento di 20 unità di personale non dirigenziale e di 4 unità di personale dirigenziale di livello non generale, tramite concorso. A livello di finanziamento, Casa Italia conterà su 1,3 milioni di euro per l'anno 2017 e di più di 2,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018.
Anche qui numeri e cifre ma non nessun nome.

Conclusioni (di Andrea Dari)
In Italia abbiamo alcuni dei massimi esperti di sismica al mondo. Sono spesso chiamati come esperti a livello internazionale anche in Paesi ad alto tasso di attenzione sui terremoti. Abbiamo un corpo docente a livello universitario di altissimo livello sulla sismica e numerosi laboratori di ricerca di grande eccellenza. Tra questi abbiamo la rete RELUIS, altamente qualificata per occuparsi di problematiche sismiche. Abbiamo un’associazione scientifica (ANIDIS) e una imprenditoriale (ISI) che si occupano specificatamente di problematiche di ingegneria sismica. Abbiamo anche un riferimento tecnico normativo centralizzato, il CONSIGLIO SUPERIORE DEI LLPP, presieduto da una nutrita assemblea di ingegneri, architetti, avvocati e funzionari dello stato. Abbiamo anche una commissione sismica in UNI. Abbiamo poi una Rete di Professionisti accreditati e riconosciuti, soggetti a formazione obbligatoria e a un rigoroso codice deontologico. Eppure il governo ha voluto creare un organismo nuovo, darlo in mano a un ingegnere gestionale e 6 neoarchitetti.
Il valore indiscitubile dei due unici nomi fatti, Piano e Azzone, ci porta ad avere fiducia nel futuro, ma alcune domande non possiamo non girarle a Gentiloni:

  1. con la presenza di una struttura tecnica così importante al livello nazionale e di un Consiglio Superiore dei LLPP perchè si è voluto creare un nuovo dipartimento con ulteriori costi per il contribuente?
  2. che rapporto ci sarà tra questo dipartimento e il Consiglio Superiore dei LLPP?
  3. eventuali soluzioni tecniche, documenti tecnici, linee guida sismiche saranno sottoposte come ogni altra norma al Consiglio Superiore dei LLPP o avranno un canale diverso?
  4. perchè si è affidato questo compito di Capo Dipartimento a un ingegnere che non proviene dall’area tecnica coinvolta?
  5. perchè creare un Dipartimento del Governo, non era sufficiente una struttura di missione?
  6. saranno coinvolti i tecnici che hanno lavorato al recente testo sulla classificazione sismica dei fabbricati?
  7. saranno coinvolti i tecnici del comitato scientifico dell'unità di missione di Errani?
  8. perchè non sono citati gli Ordini professionali tra le figure istituzionali coinvolte?
  9. chi sono i tecnici realmente coinvolti nelle ricerche sostenute con i 25 milioni di euro messi a disposizione dal governo?
  10. chi sarà adibito ai controlli?

Dopo aver avuto qualche “risposta” potremo farci un’opinione e mettere “su carta” qualche ulteriore commento.

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di Andrea Dari
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