"L'INGEGNERIA DELLE STRUTTURE CHE VERRA', NEL RICORDO DI ELIO GIANGRECO": omaggio a 10 anni dalla sua scomparsa

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE ORDINE INGEGNERI NAPOLI 12/11/2018 1095

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Un convegno di studi per rendere omaggio alla figura, all’opera e agli insegnamenti del Padre fondatore della Tecnica delle Costruzioni napoletana: questo il filo conduttore dell’evento “L'INGEGNERIA DELLE STRUTTURE CHE VERRA', NEL RICORDO DI ELIO GIANGRECO”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, in programma lunedì 12 novembre 2018, a dieci anni esatti dalla scomparsa del maestro, dalle ore 14.30, nell’aula “Leopoldo Massimilla” del Politecnico Federiciano, in Piazzale Tecchio. (vedere qui in basso il programma completo)


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Il convegno ricollega gli insegnamenti e le ricerche del passato agli scenari futuri di una delle discipline-cardine dell’ingegneria civile: “Tracceremo – sottolinea il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Professor Edoardo Cosenza, che di Giangreco è stato allievo - le prospettive dell'Ingegneria delle Strutture nel ricordo di Elio Giangreco. Si tratta di un evento fortemente voluto da tutto il Dipartimento di strutture per l’Ingegneria e l’Architettura (Dist), dal Professor Antonello de Luca e da me”.

Il mondo accademico e professionale torna dunque a rendere omaggio a Giangreco come già era stato fatto nel dicembre del 2009, a un anno dalla scomparsa del maestro, quando venne organizzata la giornata di studi "Elio Giangreco: l'uomo, l'ingegnere, il maestro" (vedere qui in basso la copertina della brochure dell’epoca). 
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Elio Giangreco, professore emerito di Tecnica delle Costruzioni all'Università di Napoli Federico II, fu anche Accademico dei Lincei e socio dell'Accademia dei Quaranta.

Nasce a Parenzo - in Istria (allora italiana) - nel 1924 e scompare ad 84 anni, il 12 novembre del 2008. 
È unanimemente considerato una delle figure di spicco nel mondo universitario e dell' ingegneria civile nel secondo Novecento in Italia.
Si laureò prestissimo in ingegneria e matematica, già prima dei trent' anni (nel 1950) ottenne la libera docenza: nel 1955, all'epoca della nomina, era il più giovane professore ordinario d'Italia. 

Dopo cinque anni a Bari, si trasferì a Napoli dove ha insegnato dal 1960 al 1996.
Autore di diverse pubblicazioni su problemi di ingegneria strutturale, sviluppò temi di avanguardia nel campo delle costruzioni, con studi sugli aspetti della plasticità, della dinamica e della stabilità.
Nel corso della carriera ha tenuto lezioni e conferenze presso atenei italiani ed esteri, in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Unione Sovietica, Giappone. 
Giangreco è stato autore di manuali universitari tra cui il trattato in tre volumi "Ingegneria delle strutture", edito da Utet nel 2002, di cui è stato direttore e coordinatore.
E' stato membro di importanti commissioni ed associazioni, nazionali e internazionali, voce autorevole nei settori delle norme tecniche anche dopo la fine dell' insegnamento, specie nell' ambito del Consiglio nazionale delle ricerche. 

Nel 2008, subito dopo la sua scomparsa, così volle ricordarlo Edoardo Cosenza, all’epoca Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo Federiciano: «Una personalità immensa. Giangreco ha formato ingegneri e docenti in tutta Italia. Dotato di profonda umanità, accorto ai problemi di tutti i collaboratori. Ciascuno dei suoi allievi potrebbe scrivere libri su di lui: ci mise in contatto con le realtà scientifiche più avanzate, già dagli anni Cinquanta aveva intensi rapporti con gli Stati Uniti dove era molto stimato. I suoi interventi ai convegni hanno fatto storia».

In rete c'è un video dedicato al Maestro, realizzato nel 2010 da un suo amico, che efficacemente ne riassume la figura poliedrica.



Giangreco è stato, fra l’altro:

Membro del Comitato di Ingegneria e Architettura (1981/1994);

Presidente della Commissione di studio per le "Norme di progettazione e gestione di opere e sistemi marini";

Membro della Commissione Relazioni Internazionali;
Presidente della Réunion Internazionale des Laboratoires d'Essais et Recherche sur les Matèriaux et les Structures (1985/1988);

Presidente della Commissione di Ingegneria Strutturale dell’Ente nazionale italiano di unificazione, in sigla UNI (1989/2001);

Presidente del Comitato Università-Industria dell'Union Associations Techniques Conventions Internationales dell'UNESCO;

Membro del Market Development and Technical Board della European Convention for Constructional Steelwork;

Membro dello Steering Committee per gli Eurocodici della Commissione Europea sino al 1988;

Presidente del Comitato "Rischio Vesuvio" dell'Università di Napoli Federico II.