Commissione Urbanistica Messina. Piano Spiagge da RIVEDERE

commissione-urbanistica.jpg

Il Piano Spiagge o meglio ancora il PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo) è “figlio” di tante Amministrazioni passate e risulta in fase di stesura da circa nove anni, a causa dei tanti aggiornamenti e integrazioni derivanti da successive direttive e da nuove Norme che nel tempo hanno modificato la fase di progettualità.

Dopo diverse sedute per esaminare il nuovo strumento pianificatorio, la Commissione Urbanistica Comunale (la C.U.C.), ha avuto modo di visionare le tavole, di interloquire con i tecnici progettisti, oltre che con funzionari del Demanio, dell’Amministrazione Comunale e della Soprintendenza al fine di identificare un percorso tecnico e una condivisione comune.

Dal confronto sono emersi molti elementi utili, ma anche contrastanti.

Alla fine la Commissione Urbanistica ha espresso il proprio parere.

“… Occorre rivedere e rielaborare il Piano Spiagge secondo alcune “criticità” riscontrate.”

… In particolare:

1.     -  Lo stesso, sia rivisto in relazione alle ultime linee guida demaniali (D.A. N.152/GAB del 11/04/2019 pubblicato dalla G.U.R.S. N.22 del 17/05/19).

2.     - Vengano prodotte delle tavole di analisi aggiornate e contenute all’interno del PUDM riferite allo stato di fatto del territorio e ai vincoli esistenti, in particolare a quello paesaggistico, in quanto manca uno studio che possa giustificare le scelte adottate.

3.      - Venga definita una più chiara e “concreta” soluzione di accessibilità nel tratto riguardante la progettata strada Mortelle – Tono, la cui non esecuzione potrebbe precludere la fruibilità delle aree demaniali da parte dei cittadini.

4.      - Vengano realizzati maggiori spazi barca per pesca e diporto in quanto quelli previsti risultano non rispondenti alle esigenze del territorio.

5.     -  Vengano individuate ed evidenziate le zone ad alto rischio idrogeologico precludendo a priori l’utilizzo delle stesse.

6.     -  In relazione alle zone ad alta concentrazione balneare venga realizzata con l’amministrazione una pianificazione della viabilità al fine di non prevedere zone a parcheggio in luoghi ove l’accesso carrabile risulta precluso.

7.     -  Vengano razionalizzate le aree "RN" (Ormeggio, rimessaggio e noleggio natanti) al fine da limitare l'impatto Paesaggistico ed ambientale delle stesse.

8.     -  Venga colta l'opportunità fornita dalle linee guida che prevedono che l'Amministrazione Comunale possa definire una disciplina specifica per alcune aree di particolare pregio che risultano essere strategiche al fine di garantire lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e culturale della Città.

9.    -   In tutte le aree in cui si prevede la libera fruizione dell’arenile, vengano individuati i percorsi trasversali alla linea di costa, così come definito dalle linee guida.

10.Che la proposta di nuova dividente demaniale, in tutte le aree interessate, sia supportata dalla presenza di una adeguata documentazione inerente al regime di proprietà dei suoli demaniali.”.

Importante l’incontro del 24/06/19 nella quale oltre ai tecnici del PUDM, erano intervenuti anche l’Assessore alle Politiche del Mare Avv. Dafne Musolino e il Funzionario del Demanio Marittimo Arch. Antonino Buttà.

Nel Suo intervento, l’Assessore Musolino aveva spiegato ai presenti dei ripetuti incontri avuti con pescatori (per il problema barche), con imprenditori e cittadini che risultano direttamente interessati alla future determinazioni sull’utilizzo della fascia costiera.

Problema primario era quello di creare spazi e luoghi per i proprietari di barche che di fatto avevano occupato in modo indiscriminato le spiagge togliendo parte della fascia costiera ai tanti bagnanti.

Da un esame sommario del piano, che tali spazi dedicati andavano “ampliati”.

Occorreva anche disciplinare l’occupazione di tali aree e prevederne maggiori rispetto a quanto attualmente previsto nel progetto in itinere e soprattutto avere chiara la linea demaniale marittima che progettualmente non coincideva con quella realmente esistente.

L’Arch. Antonino Buttà notiziava i presenti che la Regione aveva adottato da poco le nuove linee guida per la redazione dei PUDM e pertanto i progetti in corso (come quello di Messina) dovevano contemplare dette indicazioni.

Precisava inoltre che esisteva il rischio di commissariamento non redigendo o adeguando il PUDM in tempi celeri.

Dalla Regione erano arrivate ulteriori direttive che imponevano di tenere conto delle zone interessate alle problematiche idrogeologiche (da poco individuate) e che il nuovo strumento doveva considerare.

Rammentava che il Demanio di Messina in fase successiva, una volta trasmesso il progetto del PUDM, avrebbe fatto una prevalutazione alla Regione sulla conformità delle linee giuda con il redigendo Piano.

Oggi alla luce del parere espresso dalla Commissione Urbanistica, occorrerebbe far ripartire la “macchina progettuale” rivedendo e riadattando il Piano in tempi veloci con la speranza di non attendere altri 9 anni.

Si rammenta, che il PUDM, dopo il parere tecnico da parte della C.U.C. e l’esame dell’intero Consiglio Comunale, dev’essere inoltrato alla Regione che, a sua volta, deve chiedere il parere (autonomo e vincolante) alla Soprintendenza e al Demanio Marittimo.

Nulla da rimproverare all'attuale Amministrazione per un progetto datato e più volte riadattato.

La stessa però, avrà l'arduo compito di riorganizzare immediatamente l'Ufficio Piano per provvedere all'approntamento delle modifiche richieste per una concreta e definitiva risoluzione inerente le spiagge del Messinese.