Riduzione delle quote sociali al CNI. L'Ordine di Messina condivide la proposta dell'Ordine di Bari.

logo_ordine_2010.JPG

IL PRESIDENTE DELL'ORDINE DI BARI (ING. ROBERTO MASCIOPINTO) DURANTE L'ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI A ROMA, HA LETTO E SUCCESSIVAMENTE TRASMESSO A TUTTI I COLLEGHI DEI VARI ORDINI LA SEGUENTE NOTA.

L'ORDINE DI MESSINA CONDIVIDENDO IN PIENO I CONTENUTI DELLA STESSA, LA RENDE NOTI A TUTTI I PROPRI ISCRITTI E LETTORI DI INGENIO MESSINA.

UNA POSSIBILE RIDUZIONE DELLE QUOTE D'ISCRIZIONE CON L'EROGAZIONE DI MAGGIORI SERVIZI VERSO LA CATEGORIA MESSINESE PUO' PASSARE ATTRAVERSO UNA DIMINUZIONE DEI COSTI DI GESTIONE DEL C.N.I. E DA UN "DECREMENTO D'IMPOSTA" VERSO L'ORDINE TERRITORIALE ...

"Gentile Presidente Zambrano, 

spett.li Consiglieri Nazionali e Presidenti degli Ordini Territoriali 

Il mio intervento, anche quest’anno, verte sulla discussione del Bilancio di Previsione del 2020, come strumento di programmazione e progettazione delle attività istituzionali del Consiglio Nazionale e quindi degli Ordini Territoriali. 

E’ possibile fare delle valutazioni oggettive sulla proposta pervenutaci, a condizione che le stesse vengano commisurate ad una rappresentazione della realtà che oggi sta vivendo La professione di INGEGNERE, quella che ci siamo scelti il giorno in cui, da ragazzi, abbiamo deciso di dedicare anni e risorse alla ricerca dell'applicazione dell'ingegno al servizio della comunità e del bene comune, anni in cui avremmo potuto rimanere con i nostri bei diplomi di maturità ed iniziare subito a lavorare, e invece no, abbiamo deciso di fare gli Ingegneri. 

Sempre più mi rendo conto che siamo sottoposti ad oneri senza onori, e problemi come i minimi tariffari o la certezza dei pagamenti ecc ecc, sono solo la punta di quel gigantesco ICEBERG di ghiaccio che ho identificato nella progressiva e costante deistituzionalizzazione della figura dell'ingegnere come sinonimo di garanzia, autorità e AUTOREVOLEZZA al servizio della comunità e della società civile in cui esercita.  Viene chiamata SEMPLIFICAZIONE, infatti, il progressivo e costante fenomeno di riduzione delle nostre certezze, diritti e garanzie... accompagnato dal fenomeno di appesantimento di responsabilità, fardelli, obblighi e doveri. Pensateci, aumentano solo tasse e imposte, oggi approdate a percentuali vergognose ed uniche al mondo...tanto da non avere la possibilità, spesso, non solo di poter assolvere alla attuazione degli obblighi previdenziali ed assistenziali, ma anche da non avere la possibilità di vivere con DIGNITA'.  Forse è finito il tempo di pensare solo alle prossime elezioni a tutti i livelli (ordini e consiglio nazionale), ma seriamente gettare le basi per il miglioramento delle prossime generazioni di ingegneri, di professionisti.   Diventa fondamentale, pertanto, poter trasformare questi momenti di incontro fra Presidenti e Consiglio Nazionale, in occasioni per gettare proprio queste basi. Ho apprezzato che in occasione di questa assemblea sia stato inserito il punto all’ordine del giorno “interventi programmati dei presidenti”: è certamente questa la via da intraprendere e percorrere, senza avere il timore di dire “non sono d’accordo” o “dobbiamo cambiare questo o quello”…perché è dal parere contrario che nasce l’occasione di migliorarsi.  Quale migliore occasione del Bilancio di Previsione che è uno strumento di indirizzo del CNI agli Ordini Territoriali?

Personalmente non intendo eseguire una puntuale analisi dei “numeri” proposti, che sono frutto dell’apprezzabile lavoro ed impegno del Consiglio e del Consigliere Tesoriere, ma ritengo utile concentrare il mio intervento su proposte di rivalutazione strategica.

Osservando il Bilancio Preventivo nella sezione A) ENTRATE, emerge immediatamente che su un Totale Generale delle Entrate pari ad € 7.026.000,00, la maggior consistenza è quella relativa ai “Contributi Ordinari”, ovvero i contributi provenienti dagli Ordini Territoriali, pari ad € 6.000.000,00.  L’85% del Bilancio del Consiglio Nazionale proviene, quindi, dal Contributo degli Ordini Territoriali Italiani.  Il nostro Ordine, che conta 7.500 iscritti, versa (ed ha versato) annualmente € 187.500,00 circa, ovvero solo il 3% del totale, versando una quota pari a €/cad 25,00. Qui, però, cari colleghi, nasce un problema molto serio che, purtroppo, diventa serissimo per ordini più piccoli: è vero che si tratta solo del 3% del Bilancio Nazionale, ma è, ahimè, il 21% del Bilancio dell’Ordine Territoriale di Bari….con l’aggravante, per quest’ultimo, che per via delle MOROSITA’, si è certi di dover pagare la quota al CNI, che quindi fonda i propri investimenti su somme certe, ma non si è certi di poter contare sul 100% delle quote degli iscritti….e non a caso molti ordini territoriali sono in difficoltà. Sapete che vi sono alcuni di noi che per non gravare sui bilanci territoriali si muovono con i propri soldi?  Si, non c’è lo ha imposto nessuno, ma lo facciamo per passione e rispetto del ruolo.  Appare evidente, a mio modo di vedere, che vi è una “stonatura” nell’accordo musicale che dovrebbe armonizzare le attività economiche territoriali con quelle nazionali, considerando che quelle territoriali, come detto, contribuiscono per l’85% del totale. E’, quindi, questa la sede per proporre due possibili soluzioni a questo problema, soluzioni alternative che metterebbero gli Ordini nelle condizioni di poter lavorare meglio e più serenamente per la categoria e per la società in cui i professionisti esercitano, anche in considerazione del fatto che i Consiglieri Territoriali, come è noto, operano su base volontaria e senza percepire alcun compenso: 1) Dispensare, temporaneamente, gli Ordini Territoriali dal pagamento al CNI degli €/cad 25,00 afferenti agli iscritti morosi, con l’obbligo della corresponsione al momento dell’incasso; e tale soluzione sarebbe una “boccata d’aria” per i nostri tesorieri territoriali;  Ma anche per tutti noi che potremmo trovare maggiori risorse e disponibilità per consentire ai presidenti, ai consiglieri ed ai delegati, la puntuale e numerosa partecipazione a questi incontri, ai gruppi di lavoro, alle commissioni che, come sappiamo, sono a carico degli ordini territoriali;  oppure, in alternativa 2) Ridurre la quota da €/cad 25,00 ad €/cad 20,00 a carico degli Ordini Territoriali, con la ovvia conseguenza che il Bilancio del Consiglio Nazionale potrebbe contare non più su un totale dei “Contributi Ordinari” pari ad € 6.000.000,00, ma su un totale di € 4.800.000,00; somma di tutto rispetto, che può senza dubbio ritenersi decisamente congrua per avviare una strategia nazionale ricca di attività e proposte, maggior sostegno agli ordini territoriali anche in occasione di congressi e assemblee, naturalmente a condizione che i sacrifici li operassimo tutti ed a tutti i livelli, stringendo la cinghia ed i denti.   

Vi ringrazio per l’attenzione e mi auguro di aver fornito utili spunti di riflessione che, evidentemente, non nascono dalle parole di un singolo, ma sono lo specchio di una categoria, in fondo stiamo parlando di soldi dei nostri iscritti."