Gli Ingegneri di Messina piangono la scomparsa di Eugenio Arcovito

Gli Ingegneri di Messina da oggi piangono la perdita dell'amico e collega Ing. Eugenio Arcovito.

Dalle eccelse doti umane e professionali.

Garbo, cordialità e educazione, facevano di Eugenio un Ingegnere esemplare oltre alla riconosciuta preparazione.

Ci uniamo tutti, al dolore dei familiari per questo triste giorno.

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Abbiamo chiesto alla Nipote Ing. Sveva Arcovito di poter pubblicare il Suo ricordo apparso sul profilo Facebook.

La ringraziamo ...

"Mio zio Eugenio era un uomo straordinario, oltre che una delle persone più importanti della mia vita.
Lui non c'è più. E sento di doverlo celebrare, qui, come altrove.
Altrove non è possibile, purtroppo. Perché non ci potrà essere nessun funerale. Ma l'urgenza di parlare di Lui, ora e sempre, è fortissima. Perché io ho avuto la fortuna di essere sua nipote. Di averlo nella mia vita da quando sono nata, di crescere col suo mito, con l'amore pazzesco che provavo, e l'ammirazione incommensurabile, che mi ha portata a fare determinate scelte nel mio cammino. Ma non tutti hanno avuto la fortuna di conoscerlo, e quindi sento il bisogno di parlare di Lui.
Lui, il mio zio leone, con quel sorriso meraviglioso: era impossibile non rimanerne affascinati. Brillante, coraggioso, innamorato della sua famiglia, delle cose giuste e belle, del mare; Lui, così acuto, così rispettoso delle differenze altrui. Lui era un vero e proprio ingegnere, nel senso più alto del termine, e anche un esteta, e pragmatico, e forte.
Ma sopra ogni cosa, Lui è stato un guerriero. Contro ogni pronostico, contro il male che non gli dava tregua, non ha fatto altro che lottare, con una lucidità e un amore per la vita incredibili. Il suo sangue freddo nell'affrontare ogni sfida che si è trovato lungo la strada, è proverbiale. Era un vero fuoriclasse. Ovunque andasse, lasciava legami indissolubili, amicizie profonde, segni indelebili del suo passaggio.
Io non so come faremo senza di Lui. Il vuoto che lascia è incolmabile. Non so ancora cosa significhi non avere più la sua saggezza, la sua tenacia e quel suo modo dolcissimo di guardarmi, nella vita quotidiana. Quelle corse in macchina io e lui, verso i cantieri, quella complicità e quella sicurezza che sapeva infondermi.
Io spero di essere all'altezza dell'esempio che è stato, di essere sempre pronta a mangiarmi il mondo come Lui, come quando ogni volta, dopo l'ennesimo duro colpo, si rialzava con tutta la forza che aveva, e tornava, grato, ad occupare il suo posto nel mondo. Con tutta la sua luce."