Superbonus e cessione credito, allarme degli ingegneri siciliani: rischio paralisi alla ripresa del Paese

17/02/2022 928

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«Cambiare le regole in corso d’opera equivale a rallentare drasticamente la crescita economica, sociale e territoriale del Paese, non a rilanciare le nostre comunità verso un progresso qualitativamente strategico, sostenibile e sicuro alla luce delle emergenze ambientali e infrastrutturali che vivono i centri abitati».

 

Questo l’allarme lanciato dai presidenti dei nove Ordini professionali provinciali e rilanciato dalla Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia in riferimento alle forti perplessità e critiche in relazione alle modifiche apportate dall’articolo 28 del decreto “Sostegni Ter”, che consente una sola cessione del credito in materia di Superbonus 110% e degli altri bonus edilizi varati dal Governo nazionale.

 

 «Lo stravolgimento della norma relativa alla cessione del credito mette seriamente a rischio il lavoro di professionisti, imprese e contribuenti che hanno programmato interventi sulla base di regole che stanno cambiando in corso d’opera – sottolinea Elvira Restivo, presidente della Consulta degli Ordini degli ingegneri di Sicilia -. I vantaggi fiscali hanno generato un positivo indotto occupazionale con l’arruolamento di manodopera qualificata per i cantieri e, conseguentemente, incrementato la domanda nel comparto della fornitura dei materiali - aggiunge Restivo condividendo la preoccupazione dei colleghi presidenti dei nove Ordini provinciali -. Limitare la cessione del credito creerà la paralisi forzata di numerosi cantieri edili ed interventi infrastrutturali già avviati in Sicilia, con gravi ripercussioni per le opere che richiedono l’adeguamento sismico e la riqualificazione energetica, peraltro in risposta alle missioni di sostenibilità previste dal PNRR».

 

La Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia e i nove Ordini provinciali, inoltre, denunciano le possibili ripercussioni finanziarie a danno dei professionisti, i quali hanno già avviato le procedure per l’ottenimento dei bonus e sottoscritto i contratti: a rischio, in particolare, sono i compensi già maturati. «I professionisti e tutto il mondo delle costruzioni impegnati in queste attività stanno subendo già gravissimi danni causati dall’incertezza normativa. Bisogna immediatamente consentire la ripresa delle cessioni del credito per potere completare le iniziative in corso e avviare quelle nuove con la certezza di un quadro normativo chiaro e definitivo che possa trasformare il Superbonus in una norma strutturale con scadenze definite a lungo termine e che preveda modalità operative certe che si mantengano invariate nel tempo. È evidente che bisogna mettere in atto tutte le misure volte a contrastare il rischio di frode ma i provvedimenti devono essere mirati a colpire solo chi infrange le regole e non chi le rispetta». 

 

«Ci siamo attivati in tutte le sedi istituzionali per chiedere il mantenimento dei requisiti originari previsti dal Superbonus - conclude Restivo -. Si è tenuta questa settimana la riunione della filiera delle costruzioni convocata dalla Rete delle Professioni tecniche che ha già più volte interessato e richiesto all’Esecutivo e al Parlamento un immediato intervento per consentire la ripresa delle cessioni del credito con l’obiettivo di tutelare tutte le professioni tecniche e le loro prestazioni, il lavoro delle imprese e la sicurezza dei cittadini in una fase cruciale per il rilancio del Paese e la salvaguardia del nostro territorio».