«Diamoci una scossa!» Zambrano: da evidenza alla funzione sociale dell’ingegnere

L’obiettivo a lungo termine è l’avvio di un piano di prevenzione sismica con misure ad ampio raggio 

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Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), commenta la seconda edizione della Giornata nazionale della prevenzione sismica in programma il prossimo 20 ottobre in tutta Italia. Come avvenuto nel 2018, anche quest’anno l’iniziativa include il programma di prevenzione attiva «Diamoci una scossa!» che per tutto il mese di novembre vedrà migliaia di professionisti impegnati volontariamente in visite tecniche informative gratuite presso le case dei cittadini che ne avranno fatto richiesta. 


Presidente Zambrano, la Giornata nazionale della prevenzione sismica e l’iniziativa “Diamoci una Scossa!” , giungono alla seconda edizione. Come commenta questo importante appuntamento il cui obiettivo principale è favorire una diffusione capillare della cultura della prevenzione?

«Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è promotore dell’iniziativa insieme a Fondazione Inarcassa e al Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, vorrei iniziare con l’esprimere un giudizio più che positivo sulla prima edizione per una serie di motivi.

Ingegneri e Architetti hanno fatto squadra

Primo perché per la prima volta ingegneri e architetti hanno dimostrato di essere capaci di fare squadra e collaborare insieme per portare l’iniziativa nelle piazze, inoltre voglio sottolineare che sono stati più di 108 mila i colleghi che si sono resi disponibili a effettuare le visite tecniche informative sugli edifici in modo gratuito.

Su quest’ultimo aspetto, la prima edizione ha registrato alcune criticità, ma è evidente che stiamo svolgendo una funzione sociale e non possiamo sempre tirarci indietro con la preoccupazione che qualcuno la veda come prestazione professionale gratuita. In realtà è un’attività di sensibilizzazione importante che serve a stimolare i cittadini a conoscere maggiormente i rischi sismici e allo stesso tempo comprendere le opportunità derivanti dalle agevolazioni finanziare messe in campo dal Governo, strumenti grazie ai quali il professionista tecnico torna ad essere al centro.

Da questo punto di vista, grazie al lavoro di relazione con il mondo politico e i maggiori attori del sistema, sono stati fatti numerosi passi avanti. Penso ad esempio allo sconto in fattura, alla possibilità per i professionisti di cedere il credito d’imposta senza legarsi alla ditta che esegue i lavori oppure all’accordo con ENI Gas e Luce per l’acquisto dei crediti dei professionisti. 

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Perché un professionista dovrebbe decidere di aderire all’iniziativa?

«Sicuramente per la funzione sociale che come categoria abbiamo sempre rivendicato e che deve essere portata avanti con iniziative concrete.

I professionisti sono a disposizione del Cittadino

Mettersi a disposizione dei cittadini, dare le informazioni giuste, fornire le indicazioni utili su come intervenire per mettere in sicurezza le proprie abitazioni, è qualcosa che i professionisti devono sentire come un obbligo e non solo come un’opportunità.

L’anno scorso abbiamo sfiorato il 90 per cento di adesioni da parte degli Ordini territoriali, che in tutto il Paese sono 106.

Inoltre, da questa iniziativa possono arrivare occasioni di lavoro per le imprese, per i professionisti e per il mondo industriale e ciò rappresenterebbe una spinta ulteriore per la crescita di questo Paese».

Vi siete posti obiettivi di lunga scadenza?

«L’obiettivo a lungo termine è l’avvio di un piano di prevenzione sismica con misure ad ampio raggio.

Si potrebbe rendere obbligatorio il fascicolo del fabbricato per il monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio edilizio, uno strumento determinante che andrebbe inserito in una norma di legge così come avviene oggi per gli impianti, per l’antincendio o per il risparmio energetico.

La Sicurezza ha la priorità

Credo che la sicurezza statica debba avere la priorità su tutto e sarebbe importante introdurre l’obbligatorietà del fascicolo per due motivi: sia ai fini della valutazione del valore dell’immobile, sia perché in questo modo lo Stato avrebbe una panoramica completa su cui basarsi per individuare le priorità, programmare gli interventi e definirne i costi, perché se non conosciamo lo stato di salute dei fabbricati è difficile poi stabilire quali siano le situazioni su cui bisogna intervenire tempestivamente.

Rendere obbligatoria l’Assicurazione sismica

Inoltre, si potrebbe pensare a rendere obbligatoria un’assicurazione contro tali rischi, anche perché non è giusto pensare che lo Stato possa continuare a sostenere tutti i costi della ricostruzione, prima o poi dovrà finire di risarcire i danni, altrimenti a carico della società finiscono per ricadere le conseguenze dovute all’incuria di chi non ha voluto approfittare di tutte le condizioni e agevolazioni poste in essere per mettere in sicurezza gli edifici. 

Arriverà un momento in cui non potremo più vivere con la preoccupazione che qualche casa crolli perché non è stata fatta prevenzione nel tempo.

È fiducioso dell’ascolto che può arrivare dalle istituzioni politiche?

«Il tema non è tanto condividere o meno questo progetto che mi sembra assolutamente incontestabile, ma di avere la forza e la capacità di portarlo avanti nel tempo, perché è un intervento complicato che non dà risultati nell’immediato. Tuttavia penso che il Governo porterà avanti queste proposte».