"RESTO AL SUD", Legge di bilancio 2019: benefici estesi ai professionisti e agli under 46.

Ufficio Stampa e Comunicazione Ordine Ingegneri Napoli 02/01/2019 2443

resto-al-sud-grande.jpg

Obiettivo: tentare di frenare la "fuga dei cervelli" ossia di evitare la dispersione di risorse umane qualificate e formate, incentivando lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno. E' il biglietto da visita di "Resto al Sud", l'incentivo del governo gestito da Invitalia (agenzia del Ministero dell'Economia) per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

Ora ci sono importanti novità. La possibilità di fruire delle agevolazioni, finora riservate solo agli under 36, viene estesa anche agli under 46 e ai liberi professionisti, quindi anche agli ingegneri. Con la legge di Bilancio 2019 si amplia dunque la platea di destinatari delle agevolazioni di Resto al Sud, che offrono contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

ATTENZIONE: i liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione a Invitalia, non dovranno essere titolari di partita Iva per un'attività analoga a quella proposta per il finanziamento.
Inoltre, dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate (quindi non c'è spazio per i "furbetti" che pensano poi di poter delocalizzare le attività).
A poter beneficiare delle agevolazioni potranno essere, ad esempio, i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o di lavoro irregolare. Più in generale si offre una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma ha difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.
Invitalia ricorda che il finanziamento Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo, in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le pmi. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.
L'importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.