Decreto Rilancio. Cessione del Credito o Sconto in Fattura. Ottimo, ma ...

Ci ha scritto l'Ing. Sergio Bruno, esperto nel settore dell'incentivazione governativa in favore di privati e imprese. Ha voluto fornire alla redazione di Ingenio Sicilia, un valido contributo tecnico per comprendere meglio quella che rappresenta la "Cessione del Credito" e lo "Sconto in Fattura" previsti nel Decreto Rilancio 2020. Riportiamo integralmente la nota pervenuta.

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Ritengo che l’art.128 del D.L. 19/05/2020 (Decreto Rilancio) sia una grande occasione di rilancio per il settore dell’edilizia e per la nostra professione, in materia di incentivi per efficientamento energetico, sismabonus e più in generale per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, risorsa inesauribile per l’economia e il nostro settore.
Nell’attesa dei decreti attuativi e della necessaria sburocratizzazione, mi fa piacere porre all’attenzione e alla condivisione dei colleghi alcune considerazioni.
La percentuale di intensità di aiuto aumenta fino al 110% ma tale circostanza, pur utile, non sarà decisiva per sviluppare l’interesse dei contribuenti, anche perché finora arrivava all’85% (poco meno) e il recupero fiscale non si è mai dimostrato incentivo sufficiente per dare un forte impulso al settore.
Il problema primario resta la liquidità che scarseggiava anche prima del lockdown e dopo la crisi sanitaria è un problema esponenziamente aumentato; il credito d’imposta presuppone la capacità di produrre reddito e la liquidità disponibile per far fronte all’intera spesa, requisiti che spesso i contribuenti non posseggono o non vogliono impegnare.
Per questo rivolgo l’attenzione alla cessione del credito e/o allo sconto in fattura, due possibilità che realisticamente rappresentano la vera scommessa del provvedimento governativo.
Finora era possibile “cedere” il proprio credito ad un soggetto terzo o all’impresa esecutrice, e tale possibilità c’è ancora nella misura originaria e con le modalità originarie, che stavano iniziando ad essere recepite dai cittadini, seppur con difficoltà.
Si aggiungono nuove forme di cessione e con modalità piu’ vantaggiose per i contribuenti e per le imprese, che saranno tema dei decreti attuativi ma le cui linee guida sono riportate nel Decreto Rilancio:
- L’Impresa può eseguire i lavori per eco e sismabonus, così come riportati nel Decreto (e su cui non mi soffermo per brevità), e recuperare l’importo dei lavori eseguiti nell’anno solare, il 28 febbraio dell’anno successivo, attraverso la “cessione” a un soggetto terzo che rileva il credito, pagando all’impresa il 105% della fattura (già formalmente presentata con sconto del 100% al Committente) per poi recuperare il 110% nei cinque anni successivi. Il tutto attraverso preventivi accordi fra Committente, Impresa e soggetto terzo; tale possibilità potrebbe essere utile in caso di impresa con capacità di “anticipare” i lavori o di usufruire di un normale “anticipo fattura” da parte di un Istituto di Credito. La data del 28 febbraio successivo potrebbe essere stimolo in tal senso in quanto data “non lontana” e in cui l’impresa dovrebbe monetizzare liquidità e non credito d’imposta altrui, come accadeva in precedenza.
- Altra soluzione è quella di cedere il credito di imposta a soggetto terzo (ESCO, grandi Società) interessato a rilevare direttamente il credito dal Committente previo accordi preventivi. Il Committente può dare incarico diretto all’Impresa di fiducia, pagare i lavori e “cedere” il credito d’imposta generato a un soggetto terzo che “rimborserebbe” il Committente il 28 febbraio successivo per poi recuperare, in cinque rate annuali, il 110%-100% cioè il 10% rispetto all’importo fatturato.
Il soggetto terzo, novità assoluta, può essere anche Istituto di Credito: tale possibilità sarebbe la migliore per tutte le parti, ma presuppone l’esistenza di “banche collaborative” che detto così sembra un ossimoro. In realtà ritengo poco probabile che le banche si lancino in una simile attività per guadagnare il 110%-105% cioè il 5% del credito rilevato.
Il Sottosegretario Fraccaro, persona integerrima e preparatissima da sempre impegnato nelle problematiche ambientali, ha incardinato una delicata interlocuzione con l’ABI, e ha riferito pubblicamente di essere fiducioso nella fondamentale collaborazione delle banche. E in tal senso è realistico sperare che, in una situazione imprevedibile e senza precedenti, accada persino che le Banche siano collaborative, sebbene resto convinto che le Banche potranno collaborare solo con possibilità di guadagni ben superiori al 5%, e in tal senso occorre una proficua trattativa col Governo per individuare le giuste forme.
In attesa dei Decreti attuativi, va chiarito che le mie sono soltanto delle interpretazioni del contenuto del Decreto Rilancio, basate sulle norme preesistenti e sul contenuto dello stesso Decreto.
Infine mi permetto di suggerire ai contribuenti di diffidare da esperti improvvisati o privi di requisiti, in quanto qualsivoglia proposta frettolosa di “guadagni facili” o lavori “gratis” non è credibile in quanto l’intercettazione delle agevolazioni sarà subordinata all’impiego di tempo, studio e lavoro da parte di noi tecnici, che ci dovremo assumere la totale responsabilità degli interventi, oltre all’onere di costose polizze obbligatorie.
Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a colleghi esperti e preparati, e anche di non escludere a priori le agevolazioni con le forme preesistenti.

ING. SERGIO BRUNO