Edilizia libera, possibili 58 interventi senza Scia e permesso di costruire

Dopo la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del "glossario" unico nazionale si avvicina la data in cui sarè possibile realizzare interventi edilizi con meno vincoli.
La lista delle prime 58 opere che saranno considerate in regime di edilizia libera in tutto il paese si è finalmente concretizzata. È stato infatti pubblicato in Gazzetta ufficiale (NUMERO 81 DEL SETTE APRILE) il glossario unico delle opere che non richiedono un titolo abilitativo: Cil, Cila, Scia o permesso di costruire. Una mossa che punta a mettere un argine alle interpretazioni differenziate che caratterizzano regioni e comuni e che diventa effettiva a partire dal 22 aprile, senza bisogno di ulteriori atti di recepimento.
Questa nuova opportunità si presenta particolarmente utile per Napoli e per rilanciare l'attività di tante micro imprese locali del settore artigiano che potranno ora in modo più semplice prestare i propri servigi
in settori per esempio come l'idaulica o l'impiantistica, con auspicabili vantaggi anche sul piano economico e occupazionale.
Si attua, così, l’articolo 1 comma 2 del Dlgs 222 del 2016, che già conteneva una tabella dei vari interventi edilizi, con relativi regimi amministrativi, dall’edilizia libera sino ai permessi di costruire. Già nella tabella del 2016 risultano libere le manutenzioni ordinarie e le pompe di calore, oltre ai manufatti leggeri in strutture di ricettive, l’eliminazione di barriere architettoniche, i pannelli fotovoltaici, gli elementi d’arredo.
L’elenco, concretamente, agisce su due direttrici. Da una parte fa un lavoro compilativo, comunque molto utile per cittadini e operatori, mettendo in fila interventi per i quali è scontato che non serva autorizzazione. Dall’altro lato, mette insieme una serie di casi al limite, per i quali c’è maggiore incertezza applicativa e sui quali, a partire da adesso, non saranno più possibile contestazioni o interpretazioni più restrittive a livello locale. Andando, peraltro, nella direzione affermata di recente dalla Corte costituzionale, con la sentenza 68/2018.
Concretamente, vengono messe in edilizia libera alcune opere di arredo da giardino oggetto di frequente contestazione: per esempio muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali. Ma anche gazebo e pergolati.
La semplificazione che riguarderà anche le tensostrutture: per installarle servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive saranno libere.
Stesso discorso per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, che troppo spesso oggetto di contenzioso nei rapporti tra vicini.
Con il glossario in Gazzetta, in sostanza, si chiariscono i vari tipi di manutenzione ordinaria, precisando tuttavia che restano ferme le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, sul rischio idrogeologico e quelle del codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare saranno queste ultime a governare l’edilizia libera, con specifici elenchi di opere escluse dall’autorizzazione paesaggistica (Dpr 11 febbraio 2017 n. 31, allegato A).
Ad esempio, nei centri storici le barriere architettoniche potranno essere eliminate senza alcuna autorizzazione se il dislivello resta nei 60 centimetri, mentre non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica nei centri storici solo se le opere stesse sono invisibili da aree pubbliche. Rimangono problemi per i pannelli fotovoltaici , che sono «edilizia libera» nelle zone non vincolate perché «accettati dalla sensibilità collettiva» (Tar Milano 496/2018), ma nelle zone di pregio ambientale (e nei centri storici) devono comunque rispettare le falde dei tetti.
Resta comunque possibile, anche per queste opere, la possibilità di chiedere detrazioni fiscali. Sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale sarà indicata la data di inizio dei lavori, attestando che gli interventi rientrino tra quelli agevolati. Attenzione: per accedere al beneficio serviranno le fatture per provare lo svolgimento dei lavori e i pagamenti effettuati tramite bonifico “parlante”.