“Smart City, Utopia o futuro possibile?”. Cosenza: Il polo universitario di Napoli Est è già una Smart Community

smart-city-tavolo-ok-15-giugno.jpgNAPOLI, 15 GIUGNO 2018 - “Le attività che stiamo sviluppando nel Polo Universitario di San Giovani a Teduccio rappresentano il primo nucleo di una Smart Community, una sorta di laboratorio le cui esperienze sono a disposizione di tutti coloro che sono interessati al concetto e soprattutto all’attuazione delle smart cities”, lo ha detto stamani Edoardo Cosenza, Docente della Federico II, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli e delegato del Rettore Gaetano Manfredi al polo federiciano di Napoli Est, aprendo i lavori del convegno sul tema “Smart City, Utopia o Futuro Possibile di una città metropolitana?”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e dall’Associazione Liberarchitettura al Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II.
Il presupposto per la costruzione delle smart cities, delle città “intelligenti” grazie all’integrazione tecnologica, è un approccio di lavoro interdisciplinare e interprofessionale, in cui convergano esperienze e competenze. Nel Polo Federiciano questo approccio è già una realtà, con la presenza, per esempio, della Apple Academy, della sede dell’incubatore d’impresa Campania NewSteel, della Cisco Academy (iniziativa promossa dal leader mondiale del networking e dell’information technology). In questo scenario, l’Ordine degli ingegneri – afferma Cosenza – è pronto a fare la sua parte, “anche allargando ad altre competenze la commissione speciale Smart City che abbiamo voluto istituire all’Ordine, coordinata da Luigi Napolitano (nella foto qui sopra, al fianco di Cosenza - Ndr), giovane ingegnere che è stato fra i miei più brillanti allievi. Proprio la natura speciale di queste commissioni ci consente di allargarle anche ad altre professioni e del resto ormai l’attività di noi ingegneri incrocia trasversalmente tante altre competenze che possono essere messe a sistema con vantaggio per la collettività”.
Così le teorie di un grande ingegnere e urbanista napoletano come Corrado Beguinot, recentemente scomparso, che quarant'anni fa sembravano fantascientifiche, oggi diventano un futuro possibile, anche se non ancora a portata di mano.

NAPOLI ANCORA POCO SMART

Il percorso per fare della città metropolitana di Napoli una smart city è ancora impegnativo, si preannunzia lungo. Nella sua relazione Luigi Napolitano ha infatti evidenziato che, secondo una delle classifiche relative al Mezzogiorno ed elaborate per valutare quanto una città sia effettivamente  “smart”, Napoli occupa solo il 13° posto tra le prime quindici (in testa ci sono città medie come Cagliari, L’Aquila e Pescara).
Appena disponibili, questo articolo sarà aggiornato allegandovi le slide della relazione svolta da Napolitano.
Sul piano nazionale, il podio come città più "smart" d'Italia spetta, ed era facile prevederlo, a Milano, città affiancata però anche da realtà di media dimensione come Bologna e Firenze.
Occorre non confondere – avverte Napolitano – il concetto di smart city con le applicazioni tecnologiche ad esso necessarie. Per intenderci, una efficiente rete wi-fi, il telecontrollo del traffico o del riscaldamento, i totem sull’infomobilità  e le relative app sono solo le condizioni, necessarie ma non sufficienti, affinché una città sia davvero smart. Smart city – ha ribadito Napolitano – è anzitutto una visione e un concetto condiviso. E questo è un concetto che va fatto proprio tanto dai politici e dagli amministratori locali, quanto dai tecnici e dai cittadini”.

OTTO PUNTI QUALIFICANTI

Ma che cosa fa di un grande agglomerato urbano una vera smart city? Napolitano ha provato a spiegarlo, sintetizzando in otto punti “che cosa è” una smart city.
Dunque è una città:
1) In cui i cittadini sanno come muoversi;

2) … ma sanno anche come NON muoversi, quando le applicazioni tecnologiche consentono ai cittadini stessi di svolgere funzioni o di soddisfare bisogni direttamente da casa;

3) Informata;

4) Virtuosa;
5) Vivace e dinamica;
6) Partecipata (anche grazie alla possibilità di confronti diretti su scelte di gestione e di pianificazione);

7) Sicura;
8) Ben governata.
Quindi una smart city è il frutto di una messa a sistema di tecnologie, governance, vision e dotazioni infratrutturali. 
I vantaggi di un territorio metropolitano smart, significano – ha ricordato Napolitano – migliore qualità della vita (meno stress, meno inquinamento, mobilità più efficiente e mirata), maggiore attrattività sul piano degli investimenti e anche sotto il profilo turistico, quindi maggiore competitività.