Il turismo ha bisogno degli ingegneri. L'Ordine a HospitalitySud: gli interventi di Paola Marone e Mario Rispoli

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Ingegnere: figura strategica per lo sviluppo turistico. Su questo tema si è articolato l’intervento introduttivo e di saluto dell’Ordine degli ingegneri di Napoli svolto dalla Presidente della Fondazione Ordine Ingegneri Napoli, Paola Marone, al convegno “INGEGNERIA DEL TURISMO: MODELLI APPLICATIVI”. L'incontro, valido per l’attribuzione di 3 Crediti formativi professionali (Cfp), si è svolto alla Stazione Marittima nel pomeriggio di giovedì 28 febbraio, nell’ambito della seconda edizione di HospitalitySud, il Salone dedicato allturismo-rispoli-marone.jpge forniture, ai servizi e alla formazione per l’hotellerie e l’ospitalità extralberghiera organizzato a Napoli mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio.
L’incontro del 28 febbraio è stato organ
izzato a cura dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, con il supporto della Commissione Ingegneria del Turismo coordinata da Mario Rispoli e di cui è segretario Ferdinando Carbone.
Di seguito riportiamo il testo dell’intervento introduttivo svolto dall’Ingegner Paola Marone e la relazione di Mario Rispoli, coordinatore della Commissione Ingegneria del Turismo dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli.

PAOLA MARONE (Presidente Fondazione Ordine Ingegneri Napoli) - Il turismo è oggi uno dei settori più rilevanti dell'economia  internazionale e riveste un ruolo fondamentale per la crescita sociale ed economica di molte regioni. Per il Mezzogiorno e la Campania il turismo può rappresentare il vero “petrolio”, come si sottolinea spesso con una formula assai efficace. 
Il turismo, secondo l’ultimo rapporto di Bankitalia, vale oltre il 5% del Pil nazionale e genera oltre il 6% dell’occupazione.
Il suo sviluppo presuppone, però, una notevole capacità di progettazione e programmazione da parte degli attori. Secondo lo studio di Banca d’Italia del dicembre 2018, infatti, “vaste aree dell’Italia non traggono beneficio quanto potrebbero dai movimenti turistici internazionali”. 
È ancora una volta il caso del Mezzogiorno, dove si trovano oltre la metà dei siti archeologici italiani, un quarto dei musei, quasi l’80% delle coste e i tre quarti del territorio destinato a parchi nazionali. Tuttavia, Sud e isole “attraggono solo il 15% della spesa totale dei turisti stranieri in Italia”, malgrado nel Mezzogiorno ci sia un giacimento culturale come il complesso archeologico di Pompei, seconda meta in Italia come attrattore turistico-culturale, preceduta solo dal Colosseo di Roma.
Il centro studi Unioncamere Emilia Romagna ha stilato una mappa sul valore aggiunto del settore turistico per regione e provincia. La ricerca, riportata dal quotidiano “Il Sole 24 ore”, è il primo tentativo di misurare l’incidenza dell’economia turistica nel nostro Paese, con dettaglio provinciale, incrociando in un’unica piattaforma i dati di una decina di diverse fonti tra Istat, Inps, Cdc, Banca d’Italia, Aida, Prometeia, e applicando poi coefficienti di ponderazione per calibrare il peso sui diversi territori delle attività indirettamente riconducibili al turismo.
E i risultati della Campania non sono per niente positivi. Le uniche due province a restituire un dato soddisfacente per Pil pro capite sono Salerno e Napoli (le cui alte presenze di turisti però non sono ben sfruttate). Per le rimanenti tre province campane (Avellino, Benevento, Caserta) i dati sembrano devastanti, malgrado Caserta possa contare su un attrattore turistico del calibro della Reggia Vanvitelliana.
Si è detto che Napoli sta conoscendo un periodo di positivo incremento turistico, sebbene questo fattore non venga messo efficacemente a sistema. Un indicatore della crescita del traffico turistico verso la nostra città è quello relativo allo scalo aeroportuale di Capodichino, ottavo aeroporto italiano per trasporto passeggeri e decimo per trasporto merci sempre in ambito nazionale. In particolare l’incremento del trasporto passeggeri – nel periodo dal 2011 al 2016 – si è attestato al 17,9%, ben più di Roma Fiumicino (+11.1%) e di Milano Malpensa (+1,2%).
Oggi gli investimenti nel settore turistico sono sempre più condizionati dalla qualità del contesto territoriale e dalla capacità di Integrarsi con le azioni intraprese dagli altri attori dello sviluppo locale.
In questo scenario la figura dell’ingegnere può e vuole candidarsi a un ruolo-cardine.
La tematica relativa all’ Ingegneria del turismo fornisce un supporto metodologico utile ad una pluralità di soggetti: la comunità degli studiosi (studenti e ricercatori) e gli attori della filiera turistica Istituzionale (regioni, enti locali), gli operatori privati (vettori, albergatori, operatori della cosiddetta “ospitalità diffusa” ossia titolari di bed e breakfast e di case vacanza, tour operator e agenti di viaggio).
L’Ingegnere del Turismo si pone quindi come una figura professionale strategica per il futuro del comparto. Un professionista capace di mettere in rete una serie di competenze e di settori, come infrastrutture e trasporti, tutela e valorizzazione del patrimonio, urbanistica e servizi, e di progettare l’offerta turistica in modo coerente con la domanda.
E proprio per questo motivo l’Ordine degli ingegneri di Napoli ha dedicato all’Ingegneria del Turismo una specifica commissione tematica.
Al turismo è dedicata anche l’attività di alcuni gruppi di lavoro della Fondazione Ordine Ingegneri Napoli, che si caratterizza per un approccio interprofessionale e multidisiplinare.

MARIO RISPOLI (Coordinatore Commissione Ingegneria del Turismo dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli) - I dati del XXI Rapporto sul Turismo italiano, curato dall’ IRISS-CNR e pubblicato nel 2018,  riferiti al 2016 riportano la cifra record di 177 milioni di arrivi (3,5 milioni in più rispetto a quelli registrati nel 2015) e 403 milioni di presenze (10 milioni di presenze in più rispetto a quelle registrate nel 2015).
In termini percentuali il 2016 ha fatto registrare incrementi del 3,1 % per gli arrivi e del 2,6 % per le presenze.
Il trend è positivo già da qualche anno e
risulta confermato e in prosecuzione: nel periodo 2011-2015 ha fatto registrare come incremento medio il 2,5 %. In linea con lo stesso i primi dati del 2017 e alcune proiezioni eseguite per il 2018.
Circa il 40 % degli arrivi è costituito da stranieri con in testa la Germania che ha fatto registrare 56 milioni di presenze (già da molti anni i tedeschi sono al primo posto nella classifica dei visitatori stranieri) seguita da Francia e Regno Unito. Seguono poi altre nazioni comprese quelle del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina Sud Africa) che stanno scalando le classifiche in modo vertiginoso.
Si tratta di dati non sempre certificati dall’ufficialità tenuto conto che i sistemi di rilevazione statistica sono diversi da Regione a Regione e nell’ambito delle stesse tra Provincie e tra Comuni e nessuno di essi è sottoposto a verifiche di qualità.
Un ambito di incertezza da colmare quanto prima se si tiene conto che il valore del Turismo in Italia è stimabile in oltre 100 miliardi di euro. Superiore di oltre 3 volte quello dell’agroalimentare e di oltre 4 volte quello del tessile.
Il tutto incide per circa il 10 % sul Prodotto Interno Lordo Nazionale. Anche in questo ambito le incertezze aumentano, in quanto scorporare i consumi dei turisti da quelli dei residenti è difficoltoso e spesso avviene in maniera approssimativa.
Dal canto suo l’offerta vede l’ Italia al primo posto  in numero di siti UNESCO ( 54 ) rispetto alle altre nazioni: un’offerta culturale poderosa e di grande importanza. Un perimetro bagnato di 7.600 Km, un territorio variegato dove si uniscono monti e colline degradanti fino al mare, un clima estremamente favorevole completano il fascino espresso dalla nostra nazione.
In termini di ospitalità, l’offerta è costituita da circa 168.000 esercizi ricettivi di cui 35.000 alberghieri con oltre 4.500.000 posti letto. In particolare l’extralberghiero è in continua crescita in tutto il territorio nazionale compresa la città di Napoli.
Infine 1,9 milioni  di occupati diretti (strutture ricettive e agenzie di viaggi) e altri 1,4 milioni tra indiretto e indotto per un totale di 3,3 milioni di addetti pari al 14,1 % degli occupati in Italia.
Il Turismo è uno dei pochi settori produttivi non de localizzabile. Il prodotto italiano deve necessariamente essere consumato in Italia. Questa caratteristica non è di poco conto in quanto non c’è il rischio che per motivi di eccessiva pressione fiscale o di costo del lavoro,  si possa andare a produrre in altro luogo.
A fronte di tutto ciò il Turismo è trattato con grande approssimazione, sicuramente non come meriterebbe un comparto del valore di oltre 100 miliardi di euro all’anno.
Dal mondo delle professioni più che da quello accademico, viene percepito il mutamento epocale in atto dove lo sviluppo non avviene come in passato più in maniera lineare ma esponenziale. Quello riguardante il Turismo è un mutamento epocale.
Gli ingegneri che lavorano nel pubblico e nel privato si accorgono del mutamento in atto e della necessità di governarlo in maniera opportuna con  maggiore consapevolezza.
Le necessità sono da una parte quelle del governo del territorio che rappresenta la risorsa fondamentale dell’offerta turistica. Il territorio deve avere servizi in grado di fronteggiare la pressione turistica in maniera proporzionale alla sua intensità. Nel senso che tutti i servizi devono prevedere e dare risposta ad una domanda variabile continuamente e per i più svariati motivi. Non solo, ma ogni territorio ha una sua capacità di carico che occorre delimitare per contenere il fenomeno in ambiti di sostenibilità. I casi tipo Venezia con i tornelli di accesso rappresentano in maniera macroscopica come il fenomeno debba necessariamente essere ricondotto in ambiti di sostenibilità.
Il discorso è molto complesso e l’applicazione dei metodi dell’Ingegneria, intrinsecamente legati alla gestione della complessità, può dare buone risposte alla gestione dell’accoglienza e al dimensionamento delle infrastrutture necessarie ad una località turistica.
Quando parlo di un approccio maggiormente scientifico e quindi attraverso modelli applicativi della scienza alla vita dell’uomo e in particolar modo alla vita dell’uomo in un ambiente diverso da quello abituale mi riferisco ai modelli della gestione pubblica spesso scoordinati tra loro. Politiche nazionali, regionali e comunali con interazioni labili tra loro, frequentemente ridotte alla celebrazione di eventi che sotto il profilo turistico portano veramente poco e che, in alcuni casi, creano anche disturbo.  Frequentemente le politiche turistiche  locali hanno obiettivi del tutto diversi da quelli di rafforzare l’offerta turistica.
Una realtà complessa quale quella del turismo, multisettoriale, ha necessità di una regia attenta e di competenze trasversali a tutti i campi applicativi. Ha la necessità di essere governata anche e sopratutto attraverso modelli di ingegneria integrata.
Il ruolo degli ingegneri nella visione, progettazione e pianificazione risulta fondamentale in quanto le loro competenze ricoprono esattamente gli ambiti indicati da Europa 2020 e la capacità di innovazione richiesta (Agenda digitale, Smart City, Smart Grid e Industria 4.0).
Stesso tipo di approccio richiedono le strutture ricettive ad elevato grado di complessità dove insieme alle politiche di accoglienza e promozione sono necessarie politiche di gestione ambientale, di sicurezza, di gestione di impiantistica in continua evoluzione. 
Il mondo accademico ha necessità di recepire quanto richiesto da un settore forse maggiormente a contatto con quello delle professioni e tradurlo in corsi di laurea o in specializzazioni per colmare una carenza che potrebbe portare il nostro Paese ad arretrare rispetto ad una concorrenza globale sempre più agguerrita.