Sostegno alle tecnologie per l'inclusione sociale, l'Ordine degli ingegneri di Napoli proseguirà nel suo impegno

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L’Ordine degli ingegneri di Napoli continuerà, come nel recente passato, a sostenere studi e ricerche applicate per l'inclusione sociale, mediante il ricorso a tecnologie innovative.
Lo ha annunciato il Consigliere Segretario dell'Ordine, Professor Andrea Prota (direttore del Dipartimento strutture per l'ingegneria-Dist dell'Ateneo Federiciano), portando i saluti del Presidente degli ingegneri Edoardo Cosenza, del Consiglio dell'Ordine e del Rettore Gaetano Manfredi in un incontro organizzato al Centro Congressi Partenope sul progetto "Inclinclusione_giovanni_esposito.jpgude All" che prevede lo sviluppo di iniziative di inclusione sociale con tecnologie avanzate.
Il progetto – che vede impegnati l’Ateneo Federiciano e l’Ordine degli ingegneri di Napoli - è nato nel 2014, anche per iniziativa dell'attuale Tesoriere dell'Ordine, Giovanni Esposito, con l'avvio di un percorso formativo in "progettazione etica". Responsabile scientifico del progetto è Antonio Lanzotti, ordinario dell’Ateneo Federiciano.
All'incontro ha portato la sua testimonianza l'Ingegner Salvatore Orrei (nella foto al suo tavolo di studio), vittima nel 2005 di un incidente d'auto che lo ha lasciato quasi totalmente paralizzato e privo del linguaggio. Orrei è comunque riuscito a laurearsi anche grazie a studi e ricerche di altissimo livello che hanno consentito la realizzazione di dispositivi che gli hanno permesso di continuare il sui percorso universitario. Al progetto per la "rinascita" di Salvatore Orrei - come è stato ricordato durante l'incontro - hanno partecipato i tecnici del centro SInAPSi, coordinati dal professor Alessandro Pepino con l’ingegnere Gennaro Sicignano, insieme al laboratorio Ideas del Dipartimento di Ingegneria industriale; ma anche un’equipe medica, decine di ragazzi del servizio civile, studenti e laureandi, psichiatri, psicologi, ingegneri elettronici e meccanici insieme al personale amministrativo.
Come riconoscimento per le sue eccezionali doti di volontà, l'Ordine degli ingegneri di Napoli ha attribuito a Orrei un premio di laurea. In quest'ottica, “l'Ordine degli ingegneri – è stato ribadito durante l'incontro anche dal Tesoriere Giovanni Esposito - continuerà ad affiancare tutte le iniziative per la progettazione etica ed inclusiva, attribuendo riconoscimenti ai più meritevoli”.
L'Ordine ha anche premiato il dottorando di ricerca che ha posto lo sviluppo dei dispositivi per disabili alla base della sua ricerca. Inoltre è stato deciso che l'Ordine partecipi al fondo per l'innovazione sociale.
All'incontro organizzato nell'aula magna del centro Congressi Partenope hanno svolto relazioni anche i docenti Alessandro Pepino (titolare della delega rettorale ai problemi degli studenti diversamente abili), e Massimo Martorelli, responsabile del laboratorio “Creami” della Federico II in cui le tecniche di stampa 3D sono utilizzate per lo sviluppo di dispositivi per alleviare i deficit fisici.
In particolare Pepino ha ricordainclusione_francesco_caputo.jpgto il ruolo fondamentale di ingegneri e tecnici nell’erogazione di servizi di supporto per i cittadini diversamente abili e la necessità di personalizzare approcci e strumenti: “Non serve investire solo in tecnologie – ha ribadito – , ma occorre anche definire servizi su misura per le esigenze del singolo cittadino in difficoltà. Applicare tecnologie non personalizzate può rivelarsi inutile, se non dannoso”.
Non a caso lo stesso Orrei ha ricordato come un dispositivo per comunicare attribuitogli dal Servizio Sanitario Nazionale, risultava inefficace per le sue esigenze, proprio perché attribuito sulla base di criteri standardizzati e non personalizzato sui bisogni del singolo.
L’incontro si è concluso con l’appassionato intervento del Professor Francesco Caputo, decano dei docenti di Ingegneria Meccanica dell'Ateneo Federiciano, che ha spaziato dalla progettazione etica all’impresa etica.
Francesco Caputo ha ricordato - a questo proposito - l’importanza della lezione di Adriano Olivetti, che proprio a Pozzuoli volle far realizzare una fabbrica che fosse soprattutto bella e a misura d’uomo. E toccò a Luigi Cosenza, un altro protagonista della storia dell'Ateneo Federiciano, tradurre in un edificio il sogno di Olivetti.
Un edificio che resta, a testimonianza di una grande pagina di storia industriale del nostro Paese. Una storia che molti soggetti, di limitate vedute, hanno troppo spesso liquidato come utopia.