Il sistema umanitario e l'emergenza Coronavirus. Il Presidente Cosenza: l'Italia migliore è in prima linea

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Siate ambasciatori di questa Italia dinamica e resiliente, fate conoscere l’impegno di questi nostri connazionali che si spendono senza risparmio di energie per fronteggiare in tutto il mondo le emergenze sanitarie e umanitarie”: è questo l’appello che il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli Edoardo Cosenza ha rivolto in chiusura ai circa 500 partecipanti che hanno seguito l’evento formativo in remoto sul tema “Covid-19: effetti sul sistema umanitario da scenari ad orizzonti 2022”.

Il quattordicesimo evento in modalità Fad Sincrona organizzato dall’Ordine venerdì 19 giugno 2020 ha stavolta puntato l’obiettivo su un orizzonte transnazionale per dimostrare che le emergenze socio sanitarie e umanitarie non sono questioni che vanno affrontate soltanto con un approccio “medico”, ma che viceversa, l’approccio ingegneristico è fondamentale per risolvere la vasta gamma dei problemi che via via si presentano. Nel sistema degli aiuti internazionali, come ha ribadito Cosenza, “c’è anche tanta ingegneria e tante conoscenze sviluppate nella branca specifica dell’ingegneria delle emergenze”.

All’appello dell’Ordine degli ingegneri hanno risposto relatori da quattro diversi continenti, espressione di quell’Italia migliore a cui il Presidente Cosenza ha reso omaggio in chiusura di convegno (in calce a questo articolo è visualizzabile la registrazione audio dell'evento, con la visualizzazione delle slide preparate dai relatori).

DUE MESI DI ATTIVITA' FAD
A moderare il dibattito il Consigliere dell’Ordine Gennaro Annunziata, che ha sviluppato le modalità organizzative della formazione a distanza resa necessaria dall’emergenza Coronavirus.

Sono passati - ha ricordato Annunziata - poco meno di due mesi, era il 27 aprile, dal primo di questi eventi FAD. Una modalità imposta dagli obblighi di distanziamento, che è stata però anche un’opportunità che abbiamo saputo cogliere. Un’opportunità per mantenere i rapporti con i nostri iscritti, ma anche per organizzare eventi coinvolgendo relatori che sarebbe stato difficile avere in eventi frontali, per motivi di distanza o di impegni, o per entrambi”.
Una prova di quello che sto dicendo - ha aggiunto Annunziata - è rappresentato dall’evento di questa sera, che rappresenta anch’esso, cosenza_magliulo.jpgcon pizzico di enfasi, un pagina storica per il nostro Ordine”. 
Per la prima volta infatti il parterre ha visto impegnati relatori collegati da quattro continenti: Europa (Italia, Francia, Svizzera, Norvegia), Asia (EAU), America (Cuba) e Africa (Nigeria).
 E proprio dalla Nigeria era collegato uno dei professionisti che hanno ideato, di concerto con l’Ordine, l’evento formativo sul sistema umanitario: il napoletanissimo ingegner Giuseppe Magliulo, veterano con oltre vent’anni di esperienza in operazioni umanitarie, ma che non dimentica le sue origini.

Si è collegato, infatti, avendo come sfondo una maglia del Calcio Napoli e le sue sciarpe da tifoso, come non ha mancato di evidenziare sulla sua pagina Fb il Presidente Cosenza, anch’egli supertifoso azzurro.


UN SISTEMA DI SISTEMI
Il fronte degli interventi umanitari si pone come un "sistema di sistemi", ha evidenziato il Presidente Cosenza. E i relatori hanno spiegato come operano le organizzazioni umanitarie e come hanno dovuto adeguare le proprie modalità di intervento con l’esplodere della pandemia.

Fra l’altro le restrizioni alla circolazione di uomini e merci imposte dalle cautele sanitarie hanno comportato la riorganizzazione della catena logistica e dei trasporti necessaria per portare aiuto anche nelle aree più disagiate del Pianeta.

Tutto questo ha sicuramente portato aggravi sul piano dei costi sostenuti dalle organizzazioni internazionali, ma questa inevitabile conseguenza non dovrebbe - hanno assicurato i relatori - penalizzare l’incisività e l’efficacia delle azioni umanitarie perché alcune modalità di aiuto non sono state attuabili in questi mesi, proprio per l’emergenza epidemica, e quindi è stata possibile una riallocazione e redistribuzione delle risorse.
 In uno scenario di medio termine esiste comunque il rischio che la crisi economica assottigli le donazioni alle organizzazioni internazionali, ma ciò che preoccupa ulteriormente il sistema degli aiuti umanitari e che l’emergenza Covid-19 faccia passare in secondo piano e faccia “dimenticare” le emergenze croniche che penalizzano popoli e paesi più svantaggiati.

E’ il caso dell’emergenza climatica, di quella alimentare, di quella idrica e anche delle minacce ai diritti umani e alla parità di genere, il tutto aggravato da una recessione economica che flagella il mondo ormai dal 2008.
Insomma, il "sistema di sistemi" deve essere insieme efficace e flessibile nell'adattarsi a scenari che possono continuamente mutare ed evolvere in peggio.
Di seguito la registrazione audio dell'evento, con la visualizzazione delle slide preparate dai relatori.

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