No-burocrazia, Fantinati al convegno dell'Ordine ingegneri: Immagino una PA smart, raggiungibile con 1 solo click

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L’aula magna del complesso Universitario Federiciano di San Giovanni a Teduccio ha ospitato, venerdì 15 marzo,. i lavori del convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli sul tema “Pubblica amministrazione 4.0 – Digitalizzazione, sburocratizzazione, semplificazione”: un “faccia a faccia” tra professionisti, imprenditori, amministratori con il Sottosegretario alla Funzione Pubblica, Mattia Fantinati.


Professionisti e imprenditori insieme a fare squadra contro la burocrazia e ad esigere una rivoluzione della pubblica amministrazione basata su digitalizzazione e semplificazione.
E’ la seconda volta, dopo l’incontro dell’estate scorsa alla Camera di Commercio, che i professionisti - sempre per iniziativa dell’Ordine degli ingegneri di Napoli - si sono confrontati con Fantinati.

A portare i saluti del Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli e del suo Presidente Edoardo Cosenza, il Tesoriere Giovanni Esposito, (del quale di seguito riportiamo il testo integrale dell’intervento).

La burocrazia sottrae tempo e denaro: secondo una stima della Cna aprire un bar, per esempio, richiede fino a 71 adempimenti e coinvolge anche 26 enti con i quali, però, ci si deve interfacciare fino a 41 volte perché ad alcuni enti occorre rivolgersi più volte. La spesa sfiora i 15mila euro. 

E c’è dell’altro: secondo il report dell’Osservatorio permanente sulla pubblica amministrazione locale - come ha sottolineato Stefano Russo, Vice Presidente Acen con delega al Centro Studi - emerge che nel 2017 il tempo medio che generalmente trascorre tra la presentazione di una domanda di permesso di costruire e il suo rilascio o diniego è stato di 88 giorni.

Una diseconomia inaccettabile, specie in una fase di perdurante recessione e considerato che oggi - con un intelligente utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche - sarebbe possibile un sostanzioso abbattimento dei tempi e soprattutto dei costi che tuttora la burocrazia impone a cittadini, imprese, professionisti. 
Gli ingegneri sono pronti in questo senso ad offrire il loro contributo di idee e di proposte concrete.

"In Italia e ancor più al Sud – ricorda il Consigliere dell'Ordine degli ingegneri di Napoli Ettore Nardi, che ha moderato il dibattito - la dimensione piccola o piccolissima di studi professionali e imprese impone che la pubblica amministrazione si adegui al cambiamento in termini di innovazione tecnologica, digitalizzazione e snellimento delle procedure, unica soluzione per accorciare i tempi e ridurre i costi. L’innovazione tecnologica anche nell’ambito della Pubblica amministrazione è un’esigenza fondamentale per i professionisti, per le imprese, per i cittadini. Solo attraverso queste leve si potranno garantire competitività e servizi di qualità, quindi sviluppo".

"Puntiamo - ha ribadito fra l'altro il Sottosegretario Fantinati (del cui intervento riportiamo al termine di questa stessa nota il video integrale)  - a una Pa più comoda e smart per tutti i cittadini, che non rappresenti un costo per famiglie ed imprese, che sia accessibile in un click. Lo stiamo realizzando con la digitalizzazione, con la quale risparmiamo 35 miliardi di euro l'anno, e con le assunzioni mirate di profili tecnici che il decreto Concretezza ci consentirà di realizzare. L'apporto dei professionisti è fondamentale. Da Sud provengono buone pratiche che vogliamo valorizzare”.


Ad animare il dibattito, gli interventi di:

Maurizio Pinto - Ingegnere, dirigente Ripartizione Prevenzione e Protezione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; 

Umberto De Gregorio - Presidente EAV - Ente Autonomo Volturno
;
Stefano Russo – Ingegnere e Vice presidente Associazione Costruttori Edili Napoli con delega al Centro Studi
;
Raffaele Marrone - Presidente CONFAPI Napoli
;
Vittorio Ciotola - Ingegnere e Presidente Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli.

Al termine del convegno, Fantinati e alcuni degli intervenuti hanno avuto l'opportunità di compiere una visita guidata alla Apple Developer Academy, che ha trovato sede nel campus universitario di San Giovanni a Teduccio.

ED ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO INTRODUTTIVO
DEL TESORIERE DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI, GIOVANNI ESPOSITO

“Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare sé stessi”: la citazione è di Nelson Mandela. Ed è ciò che oggi viene richiesto alla PA, in quanto la rivoluzione digitale, intesa in questo caso come adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), sta influenzando ed effettivamente rivoluzionando la nostra PA: nell’attività autoritativa, nella produzione di beni e servizi e nel rapporto con i cittadini. Ed occorre adottarle queste tecnologie se vogliamo evifantinati---esposito.jpgtare l’ulteriore declino del sistema paese. I dati ci dicono che in Italia, nel 2016, la percentuale della spesa pubblica rispetto al Pil, è stata pari al 49,4%. Negli Stati Uniti, paese liberista, con pochi servizi erogati dalla PA, si era al 37,8%. Ma in Svezia, sistema Paese con un welfare avanzato ed elevata efficienza ed efficacia nell'erogazione dei servizi, la percentuale è stata del 49,4%, la stessa dell'Italia. Nell’Unione Europea la percentuale era al 46,3%. Nell’area euro al 47,6%. Abbiamo parecchio da recuperare, in termini di efficienza ed efficacia! D’altro canto, uno studio di qualche tempo fa ha calcolato che la digitalizzazione della PA potrebbe portare ad un aumento del 10% dell'efficienza dei servizi pubblici, ed ad un aumento del Pil, nei successivi 20 anni, del 17%. Non poco, visto gli attuali incrementi annui del PIL, pari allo 0,..%. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), ai fini della realizzazione di nuovi servizi per cittadini ed imprese, sostiene l’importanza della digitalizzazione di tutti i processi della PA e la necessità di condividere le informazioni pubbliche, anche attraverso la dematerializzazione dei documenti e la conservazione sostitutiva degli stessi, pur sempre nel rispetto dei principi di legalità, equità, imparzialità e trasparenza e secondo i criteri di efficienza, economicità ed efficacia. La legge n. 124/2015, infine, ha confermato la valorizzazione della semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi. Il principio di semplificazione costituisce una delle colonne portanti dell’intera disciplina del procedimento amministrativo, ma soprattutto è strettamente legato alla digitalizzazione, in particolare nell’ottica del miglioramento dei servizi al cittadino ed alle imprese. Una digitalizzazione, ben progettata e realizzata, incapsula negli algoritmi la complessità della macchina amministrativa e permette, di conseguenza, alle imprese ed ai cittadini una fruizione facilitata dei servizi della PA. 
Pertanto, occorre attuare uno sforzo per passare da modelli organizzativi di tipo tradizionale all’adozione di architetture organizzative e tecnologiche tali da rendere le amministrazioni capaci di operare nella società dell’informazione (ovvero fortemente digitalizzate, in rete, semplificate, eque, trasparenti, sostenibili). Non solo processi di dematerializzazione che hanno come obiettivo ultimo la “conversione” di un documento cartaceo in un documento informatico che ha il medesimo valore giuridico, probatorio e archivistico (classificazione, metadatazione) dei rispettivi originali, ma processi di digitalizzazione che attengono al ripensamento, alla riorganizzazione, alla “reingegnerizzazione” e all’efficienza dei procedimenti e dei servizi resi disponibili in rete agli utenti, con i relativi flussi documentali totalmente informatizzati. In sintesi: digitalizzazione dei processi e non solo dematerializzazione dei documenti. Quindi: BPR (Business Process Reengineering) dei servizi PA in ottica ICT e con documenti intermedi informatizzati ed in formato elaborabile (es. xml). Uno dei punti di maggiore criticità che ostacolano l’attuazione dei processi di dematerializzazione e di digitalizzazione e il conseguimento degli obiettivi di una reale innovazione – soprattutto per quanto attiene la nostra PA – è sicuramente l’ipertrofico quadro normativo di riferimento. Il CAD ha subito ben 29 modifiche da quando è stato pubblicato nel 2005. Siamo ormai giunti al cosiddetto CAD 6, che promuove e rende effettivi i diritti di cittadinanza digitale. Si noti, per concludere, che il processo di digitalizzazione richiede un approccio interdisciplinare ed interprofessionale, in cui ogni figura professionale costituisce un tassello necessario alla gestione razionale del patrimonio informativo pubblico. Purtroppo, pur essendo stati spesi a tutt’oggi notevoli fondi, si sono avuti risultati non lusinghieri, forse a causa di una certa “improvvisazione” nell’approccio. Sono convinto che è soprattutto sulla formazione del personale della pubblica amministrazione che si deve investire molto ed efficacemente in quanto, senza le competenze dello stesso personale, tutti i progetti e le azioni in tema di dematerializzazione, digitalizzazione e innovazione sono destinati a restare solo “virtuali”.  La tecnologia ICT, accelerando la diffusione delle informazioni, ha aumentato la densità degli imprevisti che la PA deve affrontare e, senza un personale pubblico adeguatamente formato, la digitalizzazione costituisce solo un’ulteriore complicazione piuttosto che un catalizzatore della auspicata semplificazione.
Infine ecco il video dell’intervento integrale svolto a Napoli del Sottosegretario Mattia Fantinati.