Messina e la “CINTURA DI CASTITÀ EDILIZIA”

C’è chi sognava di diventare Ingegnere o Architetto per contribuire con la sapienza o il gusto, a rendere bella la propria città.

Chi, immaginava lo Stretto con il Ponte che univa le due sponde.

Chi avrebbe visto Messina senza baracche.

Utopie …

Alla fine hanno vinto coloro che volevano definitivamente bloccare l’edilizia. 

Un settore che da sola stenta a ripartire.

Pensando di essere i paladini di un territorio da preservare, invece sono diventati i “distruttori” di un’economia basata sul costruire.

Ed è proprio così, Messina la città che da ieri era “la più vincolata d’Italia” forse da oggi lo sarà anche a livello europeo.

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La Regione Siciliana ha pensato bene di includere il territorio comunale di Messina, nell’ aggiornamento  riguardante  la  parte  geomorfologica,  nel  Piano  Stralcio  di  Bacino  per  l’Assetto Idrogeologico  (P.A.I.) rendendo la città un “campo minato” per chi volesse pensare a costruire qualsiasi manufatto o pertinenza.

Un disegno politico ben studiato da tempo e che oggi si è concretizzato con l’ultimo atto che definitivamente sancisce l’impossibilità di operare progettualmente nella legalità.

Restrizioni che come riportate nella relazione generale del Piano, sono “figlie” di precedenti amministrazioni comunali che avevano commissionato un particolare studio dei dissesti all’ENEA da inserire in quello che doveva rappresentare il “blocca Messina” con la stesura del nuovo PRG.

In parole semplici ma facilmente riscontrabili nelle cartografie allegate al PAI, Messina diventa “gialla” per circa l’80% del suo territorio e come “sito di attenzione per suscettibilità elevata e molto elevata a colate rapide (dati di base Studio ENEA 2014)”. “… Da  un  punto  di  vista  normativo,  il  sito  di  attenzione  rappresentato  nelle  cartografie  relative  alla sola  pericolosità  geomorfologica allegate al presente aggiornamento, individua tutto  quel territorio  dove  le  trasformazioni  d’uso  dovranno   garantire  la compatibilità delle opere da realizzare con le condizioni di pericolosità della  colata  rapida  potenziale che potrebbe coinvolgere  l’area  e  gli  elementi  del  progetto  di  uso  del  territorio …”.

Studio alquanto articolato e artificioso con specifiche competenze geologiche e che necessiteranno del parere degli Uffici afferenti alle strutture di Bacino poste tra Catania e Palermo.

Quindi ricapitolando: 

Messina, oltre ad un territorio (circa il 75%) già precedentemente interdetto dalla ZPS (Zone a Protezione Speciale) e dalle “interpretazioni normative” Regionali (ultimamente sconfessate dal TAR), è ad alto rischio sismico, è interessato da un Piano Paesaggistico stringente; la fascia a nord è caratterizzata da una zona denominata “Q” che impedisce qualsiasi edificazione tranne che in casi particolari di compensazione di parti pavimentate; la zona sud è caratterizzata dalle ex zone ASI e ZIS è ed bloccata dal 2012.

Di recente è nato un nuovo vincolo o procedura denominata “invarianza idraulica”.

Ciliegina sulla torta … il nuovo e aggiornato PAI per una città che si è messa una “CINTURA DI CASTITÀ EDILIZIA".